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venerdì 4 novembre 2016

LA NOTA LOBBY: “ACCOGLIETE TUTTI I RIFUGIATI” . MA ISRAELE COME LO FA?

LA NOTA LOBBY: "ACCOGLIETE TUTTI I RIFUGIATI" . MA ISRAELE COME LO FA?

di Maurizio Blondet
Nel 2015, un reporter di Sky News ha trovato dei “manuali” per i migranti sull’isola greca di Lesbo. E ‘stato poi rivelato che i manuali, che sono scritti in arabo, erano stati dati ai rifugiati prima di attraversare il Mediterraneo da un gruppo chiamato “Benvenuti nella UE”.  Benvenuti nell’UE” è finanziato dalla Open Society Foundations (OSF)  di George Soros . Soros non solo ha sostenuto i gruppi che supportano il reinsediamento dei migranti del terzo mondo verso l’Europa, ma è l’architetto del “Piano Merkel.” Il Piano Merkel è stato creato dall’iniziativa di stabilità europea, il cui presidente Gerald Knaus è membro di vecchia data presso la Open Society Foundations. Il piano propone che la Germania dovrebbe garantire asilo a 500.000 profughi siriani. Tale piano afferma inoltre che in Germania, insieme ad altre nazioni europee, dovrebbe aiutare la Turchia, un Paese che è musulmano al 98%, ad ottenere l’esenzione dal visto all’interno dell’UE a partire dal 2016”..
Anche il sottoscritto, in un articolo dell’aprile 2015, ha sottolineato come la campagna per “legalizzare l’immigrazione” senza limiti in Europa fosse fortemente promossa da Libération il giornale dei Rotschild,  dal Washington   Post e dal New York Times («Smantellare la Fortezza Europea, aprire strade legali all’immigrazione»)  giornali della nota Lobby.


Adesso vedo che la politica di accoglienza senza limiti è un progetto  pan-ebraico, per il quale sono mobilitati tutti gli organi sionisti che influenzano l’opinione pubblica.
In Usa, il World Jewish Congress (Congresso Ebraico Mondiale), con le parole del vice direttore Maram Stern, ha rimproverato noi egoisti europei che esitiamo davanti all’accoglienza: “Chiudere i confini d’Europa non  è la   risposta giusta alla crisi dei rifugiati”.  Chiudere i confini “è immorale. L’Europa deve agire subito, e agire come una unità,  non ogni stato per sé”
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Per giunta, ci ha dato lezioni: “La frase spesso ripetuta che è meglio combattere le cause della  migrazione nei paesi di  origine dei  rifugiati  anziché lasciarli venire qui suona alquanto cinica,   alla luce della situazione corrente in Siria e Irak,   dove ogni anno decine di migliaia vengono massacrati”.   Esemplare esercizio di  umorismo ebraico impudente (chutzpah), dato che sono gli americani che hanno prodotto la destabilizzazione dei paesi, su istigazione dei neocon e in attuazione del Piano Kivunim”.
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L’altra temibile ala militante della lobby, Anti-Defamation League (ADL) –  subito dopo la comparsa della foto del corpicino  di Aylan, il   piccolo  siriano piaggiato sul litorale turco –    ci ha sgridato  con una dichiarazione formale del suo direttore, Jonathan Greenblatt, che  lacrimava: “Come ebrei, siamo specialmente colpiti dalle immagini di uomini, donne e bambini forzati a fuggire dalle loro case per salvarsi, per poi scoprire che non sono voluti in nessun luogo. I capi mondiali non devono voltare le spalle all’impegno fondamentale della protezione dei rifugiati e devono operare per  insediare queste famiglie in modo umano e giusto”.
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In Gran Bretagna, il Board of Deputies of British Jews (incredibile il numero di sotto-lobbiesche pullulano) ha  esordito con una citazione della Bibbia, per nostra ammonizione: “Non devi opprimere lo straniero, perché anche tu sei stato straniero in terra d’Egitto” (Esodo 23:9) ,  per esortare i governanti a “agire con compassione e attenzione verso gli esseri umani nostri fratelli”.


Il Francia, il CRIF (Conseil Représentatif des Institutions juives de France)  ha  suonato la stessa identica musica, facendo leva sul complesso di colpa per esigere politiche pro-immigrazione: “I leader europei devono trattare questa questione con umanità e compassione”
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In Germania, il  Zentralrat der Juden (Consiglio Centrale  dei Giudei) ,  con un’intervista rilasciata al Suddeutsche Zeitung  dal suo presidente Joseph Schuster, ha fortemente esortato la Germania “ad includere la gente che fugge la guerra civile  al suo paese, che oggi sono i siriani”.
Naturalmente i “governanti europei”, per delicatezza, si guardano dal porre la domanda: “E voi ebrei? Come va il vostro stato ebraico quanto ad accoglienza di profughi?”.   Eppure possono leggerlo sul Jerusalem Post:  hanno costruito un muro tutto attorno ad Israele, con torri di guardia, mitragliatrici  e tratti elettrificati.
Ecco qui sotto la notizia del giugno 2015,  quando Netanyahu ha inaugurato il  tratto di Muro anti-stranieri,  30 chilometri,   che occlude l’intero confine con la Giordania.  “Iniziamo oggi al barriera di sicurezza con la Giordania,  che è la continuazione della barriera che abbiamo costruito lungo l’Egitto,  e che in conclusione si congiungerà con la barriera che stiamo costruendo sulle alture del Golan”, ha detto in quell’occasione Netanyahu, che era accompagnato dal ministro della Difesa Yaalon e da quello dei “Trasporti e Intelligence” (sic) Israel Katz.  Netanyahu ha aggiunto: il mondo oggi testimonia cosa accade quando i paesi perdono il controllo delle loro frontiere: terrorismo che penetra, e masse di lavoratori clandestini. Ciò rende imperativa la chiusura dei confini per Israele.
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Netanyahu ha aggiunto: Israele non è indifferente alle sofferenze in Siria, “siamo stati i primi a curare i combattenti siriani”  (i tagliagole), ma non assorbirà  profughi siriani.  “L’accoglienza  sarà fatta in Turchia o Giordania, ma non nello Stato d’Israele”.
Perché “Israele è troppo piccolo”. Invece l’Ungheria no, è abbastanza vasta da accogliere gli immigranti senza limiti.
Forse vi aspettate che le suddette potenti organizzazioni ebraiche, dal cuore tanto compassionevole verso i  rifugiati che sbarcano in Europa, abbiano mai rivolto i loro rimproveri a Sion e alla sua Muraglia di centinaia di chilometri, che chiude tutti i più piccoli varchi?  Vediamo:
Il World Jewish Congress ha addirittura ritratto il Muro nel comunicato dove si festeggia  i 60 anni dello Stato razziale ebraico: “Supporting Israel”
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L’ADL sostiene Israele in tutte le sue politiche, comprese ovviamente quelle anti-immigrati.
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Il francese CRIF, non c’è bisogno di dirlo: “Al fianco di Israele”, muro e tutto il resto.
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Il Board of Deputies of British Jews anuncia addirittura di star formando gruppi di “militanti di base” per difendere i confini di Sion.
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Possono farlo perché hanno infiltrato i governi europei con le loro lobbies, innumerevoli.  Lo documenta un serio studio  super partes, che   è stato presentato nel maggio scorso a Bruxelles, negli uffici stesi dell’Unione Europea.

lobby-page1La  lobby in Europa

Una Unione Europa  dove la lobby ebraica “si è profondamente trincerata” attraverso una dozzina di organizzazioni (esaminate una per una) che “continuamente  fanno lobby  e influenzano la politica UE  nello stesso modo in cui l’AIPAC in Usa  lavora a Washington”: ossia instillando “paura” nei rappresentanti del popolo, che   se   fanno qualcosa di sgradito a Sion, non verranno   più eletti.
Esse sono “efficaci in campagne di propaganda per sopprimere ogni pubblicità negativa conseguente alla repressione dei  palestinesi, per quanto violenta sia”,  oltre che “demonizzare la resistenza e silenziare il dissenso”, ovviamente sparando a raffica accuse  di antisemitismo. Il sito documenta che alcune delle potenti organizzazioni incistate negli stessi organi UE (fra cui gli European Friends of Israel,  che riunisce i parlamentari europei giudei o giudaizzanti) sono finanziati direttamente dallo Stato ebraico, e specificamente  dalla Israel Aerospace Industries (IAI),  il conglomerato delle fabbriche di armamento di Israele.
Lo studio documenta l’opera di queste lobbies nella “industria della Islamofobia”,  nell’influenzare l’anti-islamismo delle masse,  e tutta la “narrativa israeliana a cui consentono i politici occidentali”. Mostra come alcuni dei donatori di queste lobby hanno finanziato le colonie illegali nei territori occupati; come la lobby ha convinto tanti  politici europei a impedire le sanzioni JUE   per le violazioni dei diritti umani commessi dai sionisti, e come abbiano avuto successo nel neutralizzare le campagne dal basso, dalle opinioni pubbliche, in difesa dei diritti palestinesi.
Naturalmente nessun   medium ha riportato l’esistenza di questo studio sulla lobby.  Eppure l’argomento è interessante.   Il testo  completo può essere letto qui.
E’ in inglese, nella lingua di legno neutra e soporifera   senza cui non ci si fa’ ascoltare dalla tecnocrazia a Bruxelles, e consta di 106 pagine.  Se qualcuno lo traducesse per noi (io non ho il tempo) avrà la nostra perpetua gratitudine.
A noi non resta che concludere con le parole di un Altro:
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima sulla menta, sull’anéto e sul cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della Legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello! Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma all’interno sono pieni di avidità e d’intemperanza.

Miracolo in Vaticano

Nel frattempo persino El Papa,  quello dell’accoglienza totale e senza limiti,   sta correggendo il tiro. Nella conferenza stampa di ritorno dalla Svezia, ha ammesso che i politici farebbero bene a gestire il problema immigrati “con  prudenza”. Dove prudenza significa non accoglierne al di là delle proprie possibilità.  “Perché non si deve accogliere solo un immigrato ma anche integrarlo”.  Ossia dargli “un tetto, il lavoro, una scuola,  l’apprendimento della lingua  in vista della loro integrazione”. Altrimenti “si può pagare  politicamente un’imprudenza nei calcoli ricevendo più rifugiati di quel che si può”.
Ma no.  Miracolo in Vaticano: un cieco acquista parzialmente la vista.
Maurizio Blondet
fonte http://www.maurizioblondet.it/

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