Translate

giovedì 10 gennaio 2019

Come Riuscire a Ricordare i Sogni.





Tutti noi sogniamo, ma la maggior parte delle volte non ricordiamo ciò che abbiamo sognato o rimangono nella nostra memoria solo pochi frammenti.
I sogni possono contenere dei messaggi da parte del nostro subconscio che, quando non è frenato dalla nostra mente razionale, è libero di esprimersi.
I sogni si possono ricordare, basta solo un pò di pratica.

Vediamo come fare.


1) Il primo passo da compiere se si vogliono ricordare i propri sogni è accettarli.
Sembra una cosa scontata, eppure molti di noi hanno paura di vedere qualcosa che stanno respingendo nella propria vita. 
È importante accettare il sogno con il suo relativo messaggio perché potrebbe essere la via per la guarigione dell'evento collegato.

2) Il secondo passo è quello di rilassarti e dire a te stesso che vuoi ricordare ciò che sogni. 
Fare questo ogni sera farà abituare il tuo subconscio al fatto che sei intenzionato acapire e ricordare i suoi messaggi.



3) Il terzo passo è quello di afferrare i tuoi sogni prima di alzarti dal letto. 
Rimani nella posizione in cui sei quando ti svegli e, con gli occhi chiusi, ripercorri le scene del sogno che hai fatto. 
Cerca di dare al sogno una linea temporale partendo da cosa hai sognato come prima cosa o dalla prima cosa che ti ricordi.

 



4) Il quarto e importantissimo passo è scrivere il sogno
Tieni una penna e un quaderno, aperto su una pagina vuota, sul comodino. 
Scrivi tutto ciò che ti ricordi. 
Va bene anche scrivere solo delle parole chiave,come un oggetto particolare che hai sognato, una persona o un'azione.


5) Se hai difficoltà a scrivere appena sveglio, va benissimo anche un registratore vocale. L'obbiettivo è comunque quello di tenere traccia dei sogni. 
Puoi anche raccontare il sogno a qualcuno perché questo ti aiuterà a fissarlo nella memoria.

6) Durante la giornata potresti avere dei brevi ricordi del sogno. 
In questo caso scrivi subito ciò che ti ricordi nel tuo quaderno. 

7) È preferibile iniziare a praticare questi esercizi nei giorni in cui ci si può alzareevitando di essere interrotti da una sveglia. 
Questo perché i rumori improvvisi interrompono il nostro sogno bruscamente con la conseguenza di cancellarlo in pochi secondi. 

Col tempo imparerai a ricordarli nonostante la sveglia e potrai trasformare i tuoi sogni in un prezioso strumento.

fonte  https://riccamente.blogspot.com

giovedì 3 gennaio 2019

LA MEDICINA OCCULTA: Il cibo che cura gli organi



LA MEDICINA OCCULTA: 
Il cibo che cura gli organi 
La Signatura Rerorum (Firma delle Cose) è un’antica e profonda saggezza che sta venendo censurata di proposito. Essa afferma che tutti i tipi di frutta e verdura seguono un modello che rispecchia gli organi del corpo umano: a seconda dell’organo, la frutta/verdura corrispondente apporterà significativi benefici.
La scienza moderna conferma che l’antica dottrina della “Firma delle Cose” è sorprendentemente accurata. Perché questa conoscenza fondamentale viene lasciata in sordina?

Le proprietà guaritive e nutritive di qualsiasi frutta e verdura riflettono, e infine rivelano, che la “forma” o “firma” esteriore di frutta e verdura è collegata al corpo umano:
– Fagioli: Curano e aiutano a mantenere sane le funzioni renali…somigliano proprio a dei reni umani

– Le noci secche somigliano ad un piccolo cervello, con un emisfero sinistro, un emisfero destro e il cervelletto. Anche le “rughe” o “pieghe” della noce sono simili alla neo-corteccia. Solo adesso sappiamo che le noci servono a sviluppare le funzioni cerebrali



– La sezione trasversale di una carota somiglia all’occhio umano. La pupilla, l’iride e le linee radianti sembrano proprio come quelle dell’occhio umano. La scienza ha dimostrato solo ora che le carote aumentano notevolmente il flusso di sangue agli occhi e apportano un beneficio generalizzato al sistema visivo umano
– Il sedano somiglia alle ossa. Il sedano è particolarmente indicato per fortificare le ossa. Esse sono composte al 23 per cento di sodio e questo cibo contiene esattamente il 23 per cento di sodio. Se nella vostra dieta c’è carenza di sale, il corpo se lo procura dalle ossa, rendendole deboli. Gli alimenti come il sedano vanno a soddisfare le esigenze scheletriche del corpo


– Avocado: migliora la salute e le funzioni del seno e della cervice femminile…ed in effetti somigliano proprio a questi organi. L’avocado aiuta le donne a bilanciare gli ormoni, a perdere il peso acquisito in gravidanza e a scoraggiare la possibilità di carcinomi al collo dell’utero. Ci vogliono esattamente nove mesi per far crescere un avocado dal fiore al frutto maturato
– I fichi sono pieni di semi e penzolano in coppia d’albero quando maturi. Aumentano la mobilità dello sperma maschile e il numero di spermatozoi


– Tagliare un fungo a metà e somiglierà ad un orecchio umano. E’ stato scoperto che i funghi migliorano l’udito, essendo essi uno dei pochi alimenti che contengono vitamina D. Questa particolare vitamina è importante per la salute delle ossa, anche per quelle piccole che trasmettono il suono al cervello


– I nostri polmoni sono costituiti da cunicoli sempre più piccoli di vie aeree che vanno infine a formare gli alveoli polmonari. Queste strutture, che assomigliano a grappoli d’uva, permettono il passaggio dell’ossigeno dai polmoni al flusso sanguigno. Una dieta ricca di frutta fresca, come l’uva, ha dimostrato di ridurre il rischio di cancro polmonare ed enfisema. I semi dell’uva contengono anche una sostanza chimica chiamata proanthocyanidine, che sembra ridurre la gravità dell’asma scatenato da allergia


– La radice del gingerino (zenzero), comunemente venduto nei supermercati, spesso somiglia ad uno stomaco. E’ interessante dunque notare che uno dei suoi più grandi benefici sia quello di aiutare la digestione. I cinesi la utilizzarono per oltre 2.000 anni per calmare lo stomaco e curare la nausea, mentre è anche un rimedio popolare per la cinetosi


– Le patate dolci somigliano ad un pancreas ed effettivamente bilanciano l’indice glicemico dei diabetici


– Le olive forniscono beneficio alle ovaie
Pomodoro -> Cuore
Affettando un pomodoro a metà si notano 4 cavità che ricordano i 2 ventricoli e atrii del cuore, per giunta il suo colore è rosso. Infatti il pomodoro fa bene al cuore perché contiene licopene e vitamina C.


IN CONCLUSIONE:
La dottrina della “Firma delle Cose” può sembrarci strana, ma la sua saggezza è antica. Naturalmente, i mass media ci bombardano costantemente di pubblicità che spingono il consumatore ad acquistare prodotti raffinati e lavorati al posto di rivolgersi a produttori locali e scegliere alimenti biologici.
Gli americani ( ma anche gli europei) non hanno tempo per cucinare, la maggior parte è impegnata al lavoro. Il risultato è la costante presenza ci cibo processato, a basso costo, ad alto contenuto calorico e a basso contenuto nutrizionale (o “cibo come sostanze”). Ad ogni angolo delle città possiamo trovare cibi che conducono dritti alla strada dell’obesità.
Più si ingrassa maggiore è la possibilità di sviluppare malattie cardiache, diabete, cancro e una miriade di altri disturbi cronici. Questo è un grosso risultato per l’industria farmaceutica. Più la popolazione si ammala, maggiori saranno i farmaci venduti per il colesterolo, il diabete, l’ipertensione, la depressione e per molte altre malattie derivanti dallo stile di vita.
Si tratta di pura violenza perpetrata nei nostri confronti dalle condizioni sociali, politiche, economiche e ambientali che tendono a favorire e promuovere lo sviluppo della malattia. Tuttavia, utilizzando questa dottrina della “Firma delle Cose” possiamo assumere un ruolo più che attivo nella cura della nostra salute. Siamo i migliori medici di noi stessi, dobbiamo solo crederci.
La dottrina della “Firma delle Cose” fu resa popolare in tempi moderni dal medico, alchimista e filosofo svizzero Paracelso (1493-1541), considerato dagli studiosi il padre della chimica moderna. Paracelso notò come le qualità delle piante si riflettono spesso nel loro aspetto.
La dottrina della “Firma delle Cose” godette di un revival nel 1600, dopo che Jakob Böhme (1575-1624), un mastro calzolaio della piccola città di Görlitz, in Germania, iniziò a scrivere sull’argomento. A 25 anni, ebbe una visione mistica sublime, dove vide il vero rapporto tra l’uomo e il suo Creatore, quell’uomo è sia il Creatore che il Creato.
Vi lascio con questa piccola perla di saggezza:
https://www.saper-link-news.com/la-medicina-occulta-il-cibo-che-cura-gli-organi/

martedì 1 gennaio 2019

Guarigione spontanea: Il corpo umano possiede delle capacità di autoguarigione. Ecco come attivarle



Con il termine di Autoguarigione è stato riconosciuto scientificamente quel processo autonomo del corpo umano, tendente a salvaguardare la vita stessa del corpo. Quante depressioni, attacchi di panico o stati ansiogeni potrebbero trovare soluzione se soltanto ci si orientasse all’ascolto dei propri bisogni. Queste comuni manifestazioni psicosomatiche, sono supportate da un’iperattività del sistema nervoso autonomo, in particolare dalla sezione simpatico.
Non solo ansia e attacchi di panico! Stress, forte autocontrollo, producono le stesse molecole le quali indeboliscono il nostro sistema salute. Cortisolo, (l’ormone dello stress)adrenalina, radicali liberi sono le molecole responsabili, quando prodotte in eccesso e per molto tempo, dell’ indebolimento del sistema immunitario, cardiovascolare, gastrointestinale.
Esse provocano tra l’altro, una riduzione dei globuli bianchi ed anche l’innalzamento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca, predisponendo l’uomo ad un aumentato rischio di incappare in frequenti malattie (virali, batteriche)e di innalzare i fattori di rischio di ictus o infarto del miocardio.
E’ possibile allontanarsi da questi pericoli, attraverso la “riprogrammazione” della propria attività mentale: essere in sintonia con i propri bisogni e quindi con se stessi, essere liberi di esprimere emozioni, ridere, meditare, vivere una sessualità appagante, coltivare interessi e passioni, essere creativi, dedicarsi allo sport preferito favoriscono la salute, promuovono la crescita dell’autostima del buonumore, dell’empatia. Tre condizioni che il nostro cervello plastico adora e che gli fanno produrre le sostanze della felicità e della salute: endorfine, serotonina,dopamina, citochine, linfochine.
Medici e scienziati di tutto il mondo indagano un fenomeno strano anche se ormai noto a tutti: i casi di persone che senza motivi apparenti da un punto di vista medico, guariscono da gravi malattie.
Ippocrate (460-377 aC) riconosciuto come il fondatore della medicina diceva: “Il medico cura, la Natura guarisce”. Il Medico amministra il trattamento, la Natura produce la guarigione. Vediamo in questo articolo come possiamo aiutare la Natura (il nostro Meccanismo di Autoguarigione) a guarirci.

Come attivare i processi di auto-guarigione

William Braud ha delineato cinque principali passaggi base per attivare i processi di auto-guarigione e attivare le naturali forze riparatrici del corpo che adottatto e modificato alla luce delle nuove scoperte:
  1. Siediti o stenditi in un posto tranquillo.
  2. Spegni il cellulare, togli tutto ciò che stringe il corpo come anelli, cinture, bracciali, ecc.
  3. Chiudi gli occhi e respira profondamente e lentamente facendo attenzione alla pancia che si gonfia e si sgonfia. Dopo qualche minuto si sarà in uno stato di profondo rilassamento fisico e mentale che porta il cervello allo stato Alfa.
  4. Focalizza l’attenzione sul respiro lasciando fluire i pensieri. Dopo una diecina di respirazioni espandere l’attenzione a tutto il corpo, come se si stesse respirando con tutto il corpo, come se ogni cellula stesse respirando.
  5. Visualizzare immagini mentali sempre più vivide e dettagliate del corpo in perfetta salute, pieno di luce bianca vitale che spazza via dal corpo la malattia rappresentata da macchie e particelle scure.
  6. Evocare e lasciarsi coinvolgere da emozioni positive.
  7. Termina premendo con entrambe le mani sul centro del petto, a metà tra lo sterno e la gola, dove risiede la ghiandola timo Non deve essere forte, ma premete finché non diventa più morbido. Comincia a dare una serie di colpetti come a bussare. Allo stesso tempo, respira gonfiando il petto e la respirazione successiva la pancia, e così via. Questo esercizio stimola la ghiandola endocrina timo ad attivarsi. La PNEI dimostra come il sistema immunitario e il sistema endocrino siano profondamente legati.
E se non ho nessun problema di salute?
Se sei in perfetta salute puoi comunque ricorrere a questa tecnica per rendere il tuo corpo vibrante di energia migliorando la prestazione fisica e la lucidità mentale.

La vera guarigione

Platone affermava che non è possibile guarire solo il corpo a prescindere dalla conoscenza della mente e dell’anima, mentre Eraclito sosteneva che l’armonia nascosta è più forte di quella manifesta. Non dobbiamo mai dimenticare che, in caso di guarigione, il merito è solo della natura e della forza di guarigione interna che ognuno possiede dentro di sé. Noi possiamo solamente evitare di ostacolare questo processo naturale. Procedete con questa tecnica per una settimana e poi lasciate il vostro commento sull’effetto che ha avuto.
http://aprilamente.info/guarigione-spontanea-il-corpo-umano-possiede-delle-capacita-di-autoguarigione-ecco-come-attivarle/

Leonardo, Jung, Cartesio: la verità ci raggiunge in sogno



Leonardo suggeriva ai suoi allievi di guardare le macchie sui muri, le venature dei marmi, le nuvole, la cenere, per scorgervi paesaggi ed animali, cose inusitate e mostruose, com’era solito fare lui stesso, abbandonandosi alla potenza evocatrice delle «cose confuse», perché «nelle cose confuse l’ingegno si desta a nuove invenzioni». Nel tedesco corrente, gelassenheit significa “calma”, “tranquillità”. La pregnanza storica del termine ha le sue origini nella tradizione mistica (da Meister Eckhart, il mistico domenicano vissuto tra l’undicesimo e il dodicesimo secolo), in cui indicava il sich lassen, la dedizione e il completo abbandono a Dio. L’esistenzialismo ricondusse il verbo alla radice di lassen, “lasciare”, “lasciar essere”, alludendo ad un rapporto con le cose che le rispetta nel loro disvelarsi. Jung arrivò ad intendere tale abbandono come l’attingere del singolo alla forza o volontà “superiore” che è possibile scoprire attraverso la funzione trascendente.
Nella weltanshaung junghiana infatti, l’abbandono insito nel geshehenlassen (“lasciar accadere”) assume una valenza-chiave: lasciare che tutto avvenga e tuttavia conservare intatta una vigilanza etica ed intellettuale sono le condizioni Leonardodell’individuazione, di una prova totale di sé stessi… Da note biografiche apprendiamo che Jung maturò personalmente tale concetto in seguito ad un momento che molti conoscono: l’assenza di riferimenti. Al termine di un periodo di enorme sofferenza (1912-1919) ci rende partecipi della sua estenuante esperienza personale: «Mi sentivo letteralmente sospeso. Temevo di perdere il controllo di me stesso e di divenire preda dell’inconscio, e quale psichiatra sapevo fin troppo bene che cosa ciò volesse dire. Le tempeste si susseguivano, e, che potessi sopportarle, era solo questione di forza bruta».
Invece di riagganciarsi a idee o ad una situazione sociale, Jung decise di “lasciar accadere”, di abbandonarsi (dal francese à ban donner: mettere a disposizione di chiunque) (mettre à bandon – “laisser au pouvoir de”, NdC), di mettersi a disposizione delle immagini interiori che l’inconscio gli forniva. Possiamo supporre che in un simile contesto non basti scartare le resistenze e lasciar accadere, e che sia necessario un doppio ancoraggio. Da una parte la cura del corpo, la regolarità dell’attività professionale, dall’altra lo sforzo costante per obbligare le emozioni a prendere forma. «Perché altrimenti – scrive – correvo il rischio che fossero esse ad impadronirsi di me. Vivevo in uno stato di continua tensione, e spesso mi sentivo come se mi cadessero addosso enormi macigni. Dopo sei anni al limite della dissociazione, cominciarono a presentarsi forme nuove». Jung le dipinse senza sapere che cosa fossero.
Notò che l’oscurità interiore si dissipava e che si stabiliva da sé una solidità: «Quando cominciai a disegnare i mandala vidi che tutto, tutte le strade che avevo seguito, tutti i passi intrapresi, riportavano ad un solo punto, cioè nel mezzo. Mi fu sempre più chiaro che il mandala è il centro (…). Cominciai a capire che lo scopo dello sviluppo psichico è il Sé». E nel passaggio dalla pittura all’idea si creò lo spazio che gli consentì l’elaborazione. Jung considerò il simbolismo del mandala come una fenomenologia del Sè e definirà l’archetipo del Sè come la totalità della psiche, l’integrazione compiuta tra conscio e inconscio, quello stato psichico che scaturisce dal superamento della dissociazione, dei poli conflittuali, il centro. Quindi, Jungalcuni anni dopo chiamò funzione trascendente la cooperazione tra dati consci e dati inconsci, di immagini ed idee, al fine dell’integrazione di contenuti precedentemente non noti.
Probabilmente anche basandosi sulle esperienze personali descritte postulò che le strade per conoscere l’inconscio fossero sostanzialmente due: una procede nella direzione della raffigurazione (la cui manifestazione più immediata è l’attività onirica e quelle più “mediate”, se così si può dire, sono, nella psicologia analitica, l’immaginazione attiva e la sandplay), l’altra della comprensione. Ed affermò: «Le due strade sembrano essere l’una il principio regolatore dell’altra, entrambe sono legate da un rapporto di compensazione. La raffigurazione estetica ha bisogno della comprensione del significato, e la comprensione ha bisogno della figurazione estetica». Le due tendenze s’integrano in quella che appunto denominò funzione trascendente. Piace a questo punto ricordare l’esortazione di Hillman sul “fare anima”, cioè: “fare anima attraverso l’immaginazione delle parole”. Bisogna notare che la capacità di abbandonarsi consapevolmente alle proprie immagini interiori, in una condizione di sospensione della quotidianità, non è solo foriera di insight rispetto agli strati profondi della psiche. Tale stato di liminalità è, infatti, anche fonte di intuizioni ed ispirazioni che consentono di allentare la struttura normativa personale e sociale, di affrontare gli ostacoli incontrati dalla mente conscia, e talora di superarli col sorgere di modelli e simboli nuovi.
Riflettendoci, è strano che le origini oniriche del pensiero moderno non siano altro che una nota in calce alla storia: mentre le idee più utili di Cartesio furono accolte a braccia aperte, la reazione alla loro origine fu violentemente negativa. Cartesio Max Lanzarostesso fece notare la profonda importanza sia delle sue immagini oniriche, sia dei suoi calcoli e operazioni logiche per costruire il suo metodo. Ma pochi dei suoi contemporanei vollero accettare l’anomalia della conoscenza fondata sul sogno e, di conseguenza, sulle immagini. La conoscenza degli archetipi della mente (i mandala dipinti da Jung e quelli della tradizione alchemica ed orientale raffigurano l’archetipo del Sé) è in effetti difficile a chi crede nella sola forza denotativa delle parole: una definizione solitamente indica il punto di intersezione di una tassonomia, mentre un archetipo è ciò che proietta la tassonomia stessa. Il logos dell’anima predilige il linguaggio immaginale dell’intuizione e dell’evocazione, così come si manifesta nella durata di una psicoterapia analitica. L’individuazione degli archetipi è più agevole quando una parte della psiche si traspone in simboli e, in definitiva, in immagini, come avviene normalmente in sogno. Di tale trasposizione è inoltre capace il poeta, il pittore, lo scultore, un mimo sacro, o il danzatore che traccia spirali attorno al cuore, mostrando la vita che ne procede come un filo dal gomitolo…
(Max Lanzaro, “Jung, Leonardo e le immagini dell’inconscio”, dal blog di Gabriele La Porta del 4 marzo 2013. Il professor Lanzaro è uno psichiatra attualmente attivo a Londra, Verona e Napoli).
http://www.libreidee.org/2017/01/leonardo-jung-cartesio-la-verita-ci-raggiunge-in-sogno/?fbclid=IwAR1fpAQYUb-p6AGWcK9cG0v8vUMwpErgtO2bs4uHrfA7Wdylz-HHdfRVCFQ

Se Possiedi queste 22 Caratteristiche Sei un Guerriero Spirituale..



Mai come nel nostro presente c’è bisogno della figura del guerriero spirituale per guarire il nostro mondo.
La realtà deve cambiare. Questo è ciò che il guerriero spirituale è chiamato a fare: cambiare la realtà avendo il coraggio di cambiare il proprio mondo interiore.
Il guerriero spirituale combatte le battaglie all’interno del proprio essere.
E’ necessario lavorare su noi stessi per servire un bene superiore, guarire le ferite spirituali che ci portiamo avanti dalle nostre varie incarnazioni così da amarci incondizionatamente e amarci l’un l’altro.
Per sapere se sei un Guerriero Spirituale, controlla le seguenti caratteristiche:

22 Caratteristiche del Guerriero Spirituale…

1. Costruisce la propria realtà.

Il guerriero spirituale è consapevole che lui ha il potere di creare la propria realtà. Ogni persona e ogni situazione scaturisce da una frequenza interiore.

2. E’ senza paura.

Il guerriero spirituale è senza paura, non perché è davvero senza paura, ma perché è in grado di affrontare e scardinare la paura quando interviene.

3. Non contempla la parola colpa

La parola colpa non esiste e non la proietta agli altri. Nonostante la situazione del nostro mondo, è in grado di accettare lo specchio esterno creato dal karma di gruppo e lavorare sodo per comprenderlo e trasmutarlo.

4. Non si lamenta.

Il guerriero spirituale non si lamenta. Riconosce chiaramente che la luce entra attraverso il dolore accogliendolo e trasmutandolo

5. E’ in grado di lasciare andare.

Il guerriero spirituale non ha paura di lasciare andare persone e situazioni, sa che la creazione o qualsiasi manifestazione, ha servito il suo scopo nella propria vita. Si va sempre avanti

6. Conosce la distinzione tra arrendersi e rinunciare.

La resa è allineata con la verità che si manifesta, mentre la rinuncia è accettare facilmente qualsiasi cosa succeda.

7. Sa come il giudizio differisce dal discernimento.

Il guerriero spirituale si muove tra gli ostacoli della vita senza modificare in termini concettuali la realtà. Sa che giudicare gli altri, qualsiasi circostanza particolare o se stesso lo condanna, creando una relazione fissa e dolorosa.

8. E’ attento alla parola “mai”.

Usa la parola “mai” con attenzione per evitare di condannare una particolare situazione a un determinato destino.

9. Non ha paura di andare contro la massa.

Il guerriero spirituale non ha paura di andare contro la massa, anche se significa essere schiacciati da essa.

10. Non ha paura di soffrire.

Accoglie la sofferenza ed è disposto a morire per una causa maggiore.

11. Sa che la morte è solo un passaggio in una nuova vita.

Vive senza paura la propria vita nel momento presente, sapendo che la morte è solo un passaggio in una nuova vita.
12. E’ onesto.Il guerriero spirituale è profondamente onesto con se stesso anche quando nessuno lo sta guardando, sentendo e si sta relazionando con lui.

13. Non ha paura della verità.

Non ha paura della verità perché sa esattamente che è per quello che vive.

14. Si esprime con coraggio.

Non ha paura di esprimersi indipendentemente dal risultato. La diplomazia e il tatto sono importanti per lui. Esprime la propria verità nel modo più accessibile e appropriato.

15. E’ disinteressato.

Il guerriero spirituale è altruista e trova i modi giusti per esprimere ciò che lo rende felice, vivo, pieno di sorrisi, carisma, colore e espressione.

16. Perde facilmente.

E’ una persona forte e abile nel comprendere che ci sono cose molto più importanti che perdere tempo con la vendetta. L’intento malvagio non esiste per lui pertanto il suo perdono lo può far sembrare debole (quando in realtà è la sua forza). Il suo intento è basato sulla debolezza piuttosto che sulla forza. E anche se perde, non vede ciò che è successo. Impara dalla situazione senza il veleno delle emozioni negative.

17. Capisce la differenza tra il non fare alcun sforzo e l’impegno per una causa.

E’ consapevole della differenza tra il non impegnarsi e l’impegno per una causa. Mentre è essenziale liberarsi da attaccamenti e lotte, porta impegno, pazienza e perseveranza per unire l’oscurità con la luce.

18. Sa quando seminare e quando raccogliere.

Il guerriero spirituale sa cosa è giusto fare nel giusto momento.

19. Vive nel qui e ora.

Vive la propria vita quotidianamente, momento per momento.

20. E’ aperto alle sincronicità.

Il guerriero spirituale conosce il vero scopo dietro la sincronicità. E’ aperto alle rivelazioni nel momento in cui non permette all’ego di interferire con esso.

21. Permette agli altri di commettere errori.

Permette agli altri di trovare il proprio modo e di commettere errori lungo il loro cammino. E’ lì per sostenere il viaggio di altri senza imporre loro proprie visioni su questioni che possono sorgere.

22. Capisce perfettamente la natura dell’amore.

Sa che l’amore incondizionato supera la separazione e unisce tutto.

Conclusione

Il mio consiglio è quello di rileggere questa lista. Forse non ti ci ritrovi su nulla, forse ti ritrovi completamente in questa lista.
Personalmente so di avere tutte queste caratteristiche ma alcune risco a valorizzarle ogni giorno altre meno.
Il lavoro che mi sono posto pubblicando questo articolo è proprio quello di lavorare sulle caratteristiche che l’ego mi impedisce di mettere in atto così da potenziare me stesso ed elevarmi sempre più.
Prova a fare anche tu lo stesso. Ci stai?
http://aprilamente.info/se-possiedi-queste-22-caratteristiche-sei-un-guerriero-spirituale/?fbclid=IwAR38tUNiRHIDwjkDJDc0EJdv6HTWrKw5T6nYVaZaU-6GMN38I6gqGUgT4_g

L’eresia di Giordano Bruno: siamo eterni, come l’universo


Giordano Bruno

Con la sua “eresia” Giordano Bruno svela il “tiranno” che ci ha reso schiavi per millenni, indica i modi per riconoscerlo e per liberarcene senza lottare. E’ il nostro stesso credo in una “conoscenza” meccanicista che ignora il ruolo cruciale della Vita, promuove una concezione artefatta di “dio” e usa concetti, privi di significato. Uno è il tempo lineare, su cui si basa tutto il “sapere” funzionale al potere. Cos’è il tempo? Nessuno lo sa, ma tutti credono che proceda in modo inesorabile con un unico ritmo immutabile, lo stesso che vale per l’universo, le stelle in cielo, i salari e i debiti sulla terra. Non è il “tiranno” che fa gli schiavi; sono i credenti nella “tirannia” che conservano il mondo in uno stato di schiavitù. Non c’è un unico tempo in Natura. Ci sono infiniti tempi e c’è un’unica Forza che li dirige tutti, rispettando sogni e bisogni di organismi quali quelli umani. L’eresia di Bruno è in fondo una proposta semplice: quella di dire “pane al pane e vino al vino”, riconoscere il reale significato delle parole e il ruolo importante del linguaggio.
“La lingua degli astri è musica e canto”, non è solo scienza, fatta di concetti difficili e di conti riservati a pochi; è musica che tutti possono amare, suscita emozioni e sensazioni, stimola creatività e innovazione, musica di cui ognuno di noi può essere Giuliana Conforto, astrofisicaco-autore. Considerando la terra una palla di roccia che vaga sola soletta in uno spazio “vuoto” e credendosi vincolati a un pianeta con risorse limitate, gli uomini tuttora ignorano scoperte, anticipate da saggi come Bruno e confermate da ricerche molto serie e poco diffuse. Una è la scoperta, o meglio “riscoperta”, della caverna platonica. La Terra non è palla rigida, ma composta di sfere cave concentriche che si muovono in modo indipendente le une dalle altre. Al centro comune c’è il Motore Primo che svela il “segreto” di un’energia illimitata, “segreto” svelato da Bruno che non a caso è stato messo a tacere. Il “segreto” è il doppio movimento, orario e antiorario, movimento che si autoalimenta, senza bisogno di combustibili. E poi c’è un altro “segreto” svelato: le Scienze dello Spazio non osservano la realtà reale, bensì un film proiettato sulle pareti di una caverna, riconoscibile nella magnetosfera terrestre; osservano un canale di una Tv olografica che si sta spegnendo a ritmi accelerati. Non è la fine del mondo, ma la fine dell’illusione e dell’ignoranza che hanno accompagnato tutta la storiaconosciuta.
La realtà reale è la comunione di ogni essere con la Forza che anima e co-muove, rende vivo ogni corpo. L’eresia di Bruno è “segreta” perché la sua rivelazione implica il crollo del potere temporale che ha dominato la storiaconosciuta, svela l’arbitrio dei confini stabiliti dai vincitori e la cinica indifferenza verso i vinti. Alla base di questa storia c’è un inganno colossale. E’ il credo nello spazio e nel tempo – “stupidità manifesta”, afferma Bruno – e confermano scoperte quali quella in copertina. L’unione è la Forza – la Vita Cosmica – che genera il seme, non solo il Dna ma anche l’Rna. Il sistema Dna e Rna dimostra che ogni essere umano vive in almeno due mondi, ovvero due tempi che si compongono in reciproca armonia. Non esiste in Natura un unico tempo sul quale calcolare tutto, in particolare, gli interessi dei debiti, contratti dai governi e scaricati sulle spalle dei popoli. “C’è un sol Governo, una sola Legge, l’Amore”, afferma Bruno, e possiamo infine riconoscere, entrando in contatto con la Memoria vera, quella Genetica. C’è un solo Essere Eterno, un infinito Universo Organico, nascosto da qualsiasi potere. Oggi abbiamo dati e scoperte che ci consentono di ritrovare la nostra umana potenza, la coscienza.
(Giuliana Conforto, “L’eresia di Giordano Bruno e l’eternità dell’essere umano”, dal blog della professoressa Conforto, astrofisica. Il libro: Giuliana Conforto, “L’eresia di Giordano Bruno e l’eternità dell’essere umano”, Noesis Edizioni, 126 pagine, 15 euro).
fonte http://www.libreidee.org/2016/09/leresia-di-giordano-bruno-siamo-eterni-come-luniverso/?fbclid=IwAR24FbQ0bNKQO8AFXq5QczNcmk4lXvHPl8vIcnJcNGmWOi7eO-YvymZdh1g