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venerdì 10 novembre 2017

Per quanto mi riguarda scruto l'orizzonte chi semina odio raccoglie tempesta


di Stefano Davidson
Premetto che, pur non conoscendolo personalmente (ma vistolo in video, sentitolo intervistato, guardandone l'aspetto e sfogliando talvolta i suoi scritti o ascoltati i suoi discorsi), non ho nessuna stima nei confronti del Direttore di Libero Vittorio Feltri.
Ciò non toglie che l'ipocrisia dei lagnanti (da intendersi come il diretto interessato Renzi e tutta la sua cricca Boldrini in testa) per il titolo "Per stendere Renzi bisogna sparargli" sia quantomeno "imbarazzantemente" palese e fuori luogo, visto e considerato che gli/le stessi/e sono i diretti responsabili del montante odio nei loro stessi confronti ma che gli stessi denunciano e pretendono reprimere.
L'ODIO PER RENZI E IL LUTTO DELLA SINISTRA - titolava la Repubblica.it il 17 Luglio mica io.
Che il treno di Renzi viaggi in incognito per evitare proteste e insulti è cronaca, mica complottismo.
Non parliamo poi di quello suscitato dalla Presidente abusiva della Camera delle Fiduce, che impegna Polizia da anni pur di reprimere chi ne contesta non solo l'operato ma anche la legittimità.
Il titolo di Libero, che in fondo era ironico come la vecchia barzelletta sul nonno arzillo cui faceva riferimento, è in linea con quanto alle cronache quotidiane.
Raccogli quel che semini del resto.
Per quanto mi riguarda scruto l'orizzonte chi semina odio raccoglie tempesta e vedo nuvole nere avvicinarsi sui Palazzi.
Stefano Davidson

mercoledì 8 novembre 2017

COMUNICATO STAMPA STEFANO ERCOLANI E LA MALAGESTIO DI ASSET BANCA


Di Stefano Davidson
COMUNICATO STAMPA

STEFANO ERCOLANI E LA MALAGESTIO DI ASSET BANCA

Considerato quanto lamentato dall’EX Presidente di Asset Banca Stefano Ercolani attraverso gli organi di informazione sammarinesi e non, domando:
come si fa a negare una malagestio quando la stessa è già comprovata nel fascicolo penale relativo alla causa intentata da una cliente a Banca Commerciale Sammarinese per (ormai conclamata) sottrazione indebita di ogni suo avere e quando si è nominato Direttore Generale del “proprio” istituto di credito l’ex Vice direttore della succitata banca commissariata, ex responsabile finanza della stessa e, senz’ombra di dubbio, uno dei principali responsabili di quanto accaduto nella gestione di BCS, NONOSTANTE fosse già stato denunciato e le sue responsabilità (quantomeno di negligenza grave) fossero appurabili da un semplice controllo a terminale della posizione della cliente?
Come si fa a negare la propria malagestio dopo aver resistito in quel giudizio in maniera BEN PIU’ che temeraria, presentando addirittura documentazioni di provenienza quantomeno dubbia totalmente sbugiardati dai Decreti Commissariali di Banca Centrale depositati in Tribunale nell’Agosto del 2015?

Come a negare la malagestio quando si è reiterata detta scandalosa resistenza in giudizio con la complicità di uno Studio Legale che avrebbe dovuto quantomeno tentare una via transattiva con la cliente vista la realtà dei fatti e non ignorare ogni tentativo di ricomposizione proposto dalla controparte nonostante il proprio evidente, verificabile e conclamato, torto (e come fa un Giudice a non perseguirla d’ufficio visto quanto ai succitati atti pretendere), semplicemente in virtù di un accordo con lo Stato, che avrebbe dovuto “coprire” ogni pendenza derivante da Banca Commerciale Sammarinese tentando così, a mio avviso, un evidente tentativo di truffa ai danni della Repubblica?
Come si fa a negare la malagestio quando a domande sull’accaduto da parte di cronisti li si fa minacciare dai propri legali interni alla banca? ( http://www.imolaoggi.it/2013/12/02/chiedono-informazioni-su-denuncia-a-banca-sammarinese-silenzi-e-velate-minacce-a-cronisti/ )
Come si fa a negare le proprie enormi responsabilità quando, in qualità di Presidente CdA e insieme al Consiglio tutto  si richiede alla stessa cliente a cui sono stati sottratti tutti gli averi il rientro di un affidamento MAI richiesto e MAI controfirmato dalla stessa (come GIA’ dimostrato agli atti ) creato appositamente perché la stessa non si accorgesse delle somme sottratte per investimenti ad altissimo rischio effettuati proprio da colui che è stato, come detto, nominato Direttore Generale di Asset con questo po’ po’ di responsabilità sulla testa?

Del resto, dopo quanto accaduto, come si può non  presumere che, come “prassi bancaria disonesta” esige, lo si possa aver nominato per avere un capro espiatorio già conclamatamente responsabile di altro per firmare altre amenità cui pareva essere abituato. Sarei curioso di analizzare quanto firmato e autorizzato dal Direttore Droghini in Asset per vedere a che punto potreste essere arrivati.
Come si fa a negare la propria responsabilità quando, nel caso specifico, esiste un verbale di CdA della banca acquisita in cui si dichiara testualmente:
“La cliente non ha (più. Ndr) patrimonio ed il fido non è assistito da garanzie esterne. Complessivamente l'aspetto contrattuale appare purtroppo carente per assenza di date, moduli formati in bianco e il fido in conto corrente non è formalizzato da alcun contratto”
E i decreti commissariali ribadiscono:
“Si conferma che non è stata rinvenuta documentazione relativa alla richiesta e/o pratica di fido a nome della Gherardi Martiri (facilitazione di euro 400.000 inserita e convalidata sul sistema informativo in data 21/07/2015). L'affidamento erogato non risulta iscritto neppure sull'ulteriore libro fidi esaminato e denominato "libro fidi delibere nell'ambito delle deleghe conferite". Non è stato possibile risalire al nominativo dell'utente che ha modificato/azzerato le commissioni per massimo scoperto sul rapporto della cliente”
Senza dimenticare la testimonianza del Sindaco Revisore Muccioli che in Tribunale l’8 di Giugno del 2016 dichiara sotto giuramento:
“ricordo che vi furono relazioni che evidenziarono situazioni creditorie della banca nei confronti della clientela che era opportuno rivedere. La mia carica di sindaco è cominciata a far tempo da circa quattordici mesi prima dall'avvio del commissariamento che fu nel 2011. Durante la mia sindacatura sono state sollevate osservazioni riguardo il fatto che per talune pratiche creditorie, le pratiche mancavano di documentazione e supporto informativo. In particolare documentazione riguardo alle garanzie."

Ex presidente Ercolani, quello di cui parlo in queste righe è solo uno dei comportamenti inaccettabili sotto ogni punto di vista, tenuti da Asset e dai suoi CdA nei confronti della clientela propria e acquisita (grazie alle manovre di Banca Centrale), comportamento che va oltre la normale difesa dei propri interessi violando ripetutamente e proditoriamente quelli della cliente  derubata oltre ogni decenza (sorte come letto tra verbali e decreti toccata anche “ad altri”).
Mi domando quindi se anche le asserzioni di Banca Centrale (gestione “Giannini”) sulla faccenda, in risposta all’Esposto Ufficiale e ormai dimostrate conclamatamente false da quanto depositato agli atti, furono concordate direttamente con la “gestio” di ASSET che aveva appena acquisito Banca Commerciale e che immagino volesse insabbiare le porcate di entrambi?
Lei si lamenta che hanno tolto a lei e ai soci quello che ritenete vostro?
È esattamente quello che, nel caso specifico, avete fatto voi con la cliente di BCS. L’unica differenza è che, a differenza vostra, la cliente cui avete sottratto indebitamente dieci anni di vita oltre che più di un milione di euro, aveva ed ha LE PROVE di ogni ragione vantata nei vostri confronti.
Concludo anche questa come la mia ultima a lei indirizzata.
Stia zitto vivaddio! Si vergogni, umanamente e professionalmente e abbia almeno la decenza di rispettare le persone e di correntisti che la sua gestione e quelle successive hanno rovinato con comportamenti ben oltre i limiti della legge e della decenza.

Stefano Davidson

OdG Italia 147904

martedì 7 novembre 2017

IL CETA: IL SILENZIO ASSORDANTE SUL TRATTATO INTERNAZIONALE CHE CAMBIERÀ PER SEMPRE LE NOSTRE VITE

IL CETA: IL SILENZIO ASSORDANTE SUL TRATTATO INTERNAZIONALE CHE CAMBIERÀ PER SEMPRE LE NOSTRE VITE

“Tutti dicono di voler cambiare i trattati dopo, ma pochi cercano di fermarli prima”.

Il degrado della nostra democrazia è ben rappresentato dal fatto che uno scontro megagalattico sta accompagnando la discussione su una legge all’acqua di rose sullo ius soli, mentre il senato si prepara ad approvare nel silenzio generale il famigerato trattato CETA.
Il trattato è quello stipulato tra Unione Europea e Canada e serve a far passare liberamente la globalizzazione più selvaggia e distruttiva, travolgendo le poche regole rimaste a difesa dei lavoratori, dei consumatori, dei cittadini.Il succo del trattato è il via libera ai prodotti, ai servizi e alle attività delle grandi multinazionali, secondo le regole loro e del paese più disponibile verso di esse. E se qualche Stato dovesse decidere di opporsi in nome delle proprie leggi su lavoro, salute e ambiente, le multinazionali potrebbero citarlo in giudizio in un arbitrato, gestito a condizioni, per esse, di favore. La extragiudizialità dei grandi fruitori di profitti rispetto agli Stati diventa legge, lo stesso privilegio di fronte alla giustizia comune, di cui nel Medio Evo godevano prìncipi e baroni.
Il CETA è una Bolkestein globale ed è perfettamente uguale all’altro trattato, sul quale invece l’opinione pubblica europea era stata in grado di fermare i suoi folli governi: il TTIP con gli Stati Uniti. Forse perché la potenza degli USA intimoriva di più, alla fine anche Hollande e Merkel bloccarono la ratifica di quel trattato. Non il governo italiano, però, che servo tra i servi, ha invece continuato a dichiararsi favorevole ad esso. Bloccato il TTIP, il CETA con il più simpatico Canada è diventato lo strumento, il cavallo di Troia, per far passare la stessa devastazione di massa dei diritti.
Tutta la stampa italiana ha incensato il gentile e fascinoso leader canadese, Trudeau, che omaggiava le vittime del terremoto. Era una bella opera di promozione di un trattato che toglierà le barriere alla importazione del grano duro, che in Nord America si coltiva con largo uso del cancerogeno glifosato. Le multinazionali USA, in attesa che passi il trattato con il loro paese, potranno così utilizzare le loro sedi canadesi ed il CETA, per ottenere subito il via libera ai loro affari, per noi, più distruttivi.
La ratifica del CETA avviene da parte di un parlamento dove quasi tutti, poi, si pentono dei trattati che firmano ed approvano. La mostruosa riscrittura dell’articolo 81 della Costituzione, che ha costituzionalizzato l’austerità europea, è avvenuta quasi alla unanimità nelle due camere, ma ora non si trova chi l’abbia votata. Tutti oggi dicono di voler cambiare i trattati europei, ma fanno finta di non saper che ogni modifica di quei trattati richiederebbe l’unanimità degli stati, quindi anche il consenso della Germania. Tutti dicono di voler cambiare i trattati dopo, ma pochi cercano di fermarli prima.
Il CETA è un attentato ai diritti e alla democrazia, per me chi lo approva dovrà essere considerato nemico, ma anche chi si occupa d’altro, chi lo lascia passare in silenzio dovrà essere chiamato alle sue responsabilità. Una democrazia muore per colpa di chi la colpisce, ma anche di chi volge lo sguardo da un’altra parte.
Articolo di Giorgio Cremaschi
http://www.stopeuro.news/il-ceta-il-silenzio-assordante-sul-trattato-internazionale-che-cambiera-per-sempre-le-nostre-vite/


IN VATICANO I DEMIURGHI CHE VOGLIONO RIDURCI





L’ultimo è  stato il principe Williams. Il primo novembre, invitato al “Gala Tusk” a Londra, si è  “commosso” (così  i media british)  quando ha parlato  di come l’umanità stia rovinando la fauna in Africa.  “Nel corso della mia vita  abbiamo visto la fauna mondiale  più che dimezzarsi – la popolazione umana è  in crescita rapida in Africa  e dovrebbe raddoppiare da qui  al 2050, un  aumento stupefacente di tre milioni e mezzo di  persone al mese.
“Rinoceronte, leone, pangolino e  altre specie   sono di fronte ad una minaccia esistenziale per il commercio illegale di selvatici”, ha detto mentre una lacrimagli scendeva sul viso  (ci sono le foto)
Il principe William.
“ Non c’è dubbio che questa crescita di popolazione  mette la fauna e l’habitat sotto enorme pressione … un impatto tremendo a  meno che non  cominciamo a pianificare e prendere misure da adesso”.
Il principe Williams e sua moglie Kate stanno per avere il terzo figlio fra pochi mesi, e Kate ha detto di volerne di più.  Siccome  esiste sempre qualcuno più malthusiano di te, una organizzazione di San Francisco chiamata   Having Kids,  ha esortato pubblicamente la coppia reale di “dare l’esempio”  rinunciando al terzo figlio.
Il lettore di  massa, che reagisce ad impulsi emozionali immediati, sarà indotto a dar ragione al principe, tanto più che  oggi siamo  inondati da clandestini africani equatoriali. Sarà utile ricordare che queste idee  sono nel bagaglio ideologico di persone potenti, che possono realizzare le “misure” auspicate dal principe.  E’ tipica ideologia delle elites globali la riduzione della popolazione,  un’ossessione storica. Qui sotto un breve elenco  delle misure che vogliono prendere:


Il principe Filippo d’Edimburgo, marito di Elisabetta, co- fondatore del Fondo Mondiale per la Natura:
“Se  potessi reincarnarmi, vorrei tornare come un virus mortale per aiutare a  risolvere la sovrappopolazione”.
David Rockefeller: “L’impatto negativo della crescita  demografica sull’insieme dei nostri ecosistemi planetari  sta divenendo qualcosa di tremendamente evidente” .
Ted Turner,  fondatore della CNN, vicepresidente della AOL Time Warner:
“Una popolazione mondiale compresa tra i 250 e i 300 milioni di persone, ossia un  calo del 95% in rapporto ai livelli attuali, sarebbe l’ideale”.
Ezekiel Emanuel
Ezekiel Emanuel,oncologo, consigliere sanitario del presidente Obama ed uno degli architetti del progetto di sanità pubblico-privata “Obamacare”. E’  anche il fratello di Rahm  Emanuel, sindaco di Chicago ed intimo amico di Obama (frequentavano lo stesso gay  club).
“La società starebbe molto meglio se la gente non cercasse di vivere al di là dei 75  anni.  La società e le famiglie starebbero meglio se la natura seguisse il proprio corso rapidamente e prontamente. E’ inefficace sprecare risorse mediche  per persone che non possono avere una buona qualità di vita”.
John P. Holdren, fisico, consigliere di Obama per le questioni tecnologiche e scientifiche:
“Un programma di sterilizzazione delle donne dopo il secondo o terzo figlio, anche se ciò si configura come più difficile dell’operazione di vasectomia, potrebbe essere  più  facile da attuare che provare a sterilizzare gli uomini.  Lo sviluppo d’una capsula di sterilizzazione e a lungo termine  che sarà impiantabile sottopelle e potrà essere ritirata quando la gravidanza è desiderata, offre possibilità supplementari per il controllo coercitivo della fertilità.  La capsula potrebbe essere impiantata nella pubertà ed essere amovibile, con un pernesso ufficiale, per un numero limitato di nascite”:

Eric R. Pianka, zoologo evoluzionista, esperto di lucertole,  università del Texas.
I carburanti fossili stanno finendo: sicchè dobbiamo tagliare la popolazione fino a due miliardi, un terzo di quella che c’è attualmente». “una qualche forma di pandemia è quel che ci vuole per uccidere rapidamente miliardi di personeL’Aids? Decisamente troppo lento.Ll’Ebola: è straordinariamente letale e uccide in giorni, non in anni. «Si diffonde per via aerea e ammazza il 90 % degli infettati. Pensateci».

Nina Fedoroff, biotecnologa,  consulente Scientifica per le Segretarie di Stato Usa Condoleezza Rice e Hillary Clinton.
“Dobbiamo continuare a ridurre il tasso di crescita della popolazione mondiale; il pianeta non può sopportare  molta più gente”.
Thomas Ferguson, politologo economista, consulente del Dipartimento di Stato:
“Dobbiamo ridurre il livello della popolazione. Tutti gli stati possono farlo  pulitamente come lo facciamo noi [in Usa] o rassegnarsi ad avere i problemi disastrosi che ci sono in posti come El Salvador, Iran o Beirut (sic)-  La popolazione èè  un problema politico. Una volta che la  popolazione  è fuori controllo, occorre un governo autoritario, anche fascista, per  ridurla”
Bill  Maher, scrittore, autore e presentatore televisivo, opinionista:
“Sono  a  favore dell’aborto, sono a favore del suicidio assistito, sono a favore del suicidio nornale…troppa gente, il pianeta è troppo ingombro  e noi dobbiamo promuovere la morte”.
Jacques Cousteau, esploratore e oceanografo  (scomparso nel 1997)
“Per stabilizzare la popolazione mondiale dobbiamo eliminare 350mila persone  al  giorno. E’ una cosa orribile a dirsi, ma è  altrettanto male non dirlo”.

Francesca Minerva e Alberto Giubilini, dell’università Monash di Melbourne, sul Journal of Medical Ethics:
Noi crediamo che quando  situazioni simili a quelle che giustificano l’aborto si realizzano dopo la nascita, si dovrebbe essere autorizzati a ciò che noi chiamiamo aborto post-natale. Proponiamo di chiamarlo aborto post-natale anziché “infanticidio”, per sottolineare che lo statuto  morale dellìindividuo ucciso è paragonabile a quello di un feto.  Quindi dire che l’eliminazione di  un neonato può essere eticamente accettabile nelle circostanze simili a quelle di un aborto. Queste circostanze comprendono il caso in cui il neonato ha la possibilità di avere una  vita  decente, ma il benessere della   famiglia è in pericolo”
 (After-birth abortion: why should the baby live?)
David Brower, ambientalista (scomparso nel 2000), direttore del Sierra Club:
“La gravidanza dovrebbe essere un crimine punibile contro la società, a meno che i genitori abbiano una licenza del governo. Tutti  i genitori potenziali dovrebbero essere tenuti ad usare dei contraccettivi chimici; degli antidoti sarebbero dati dallo Stato ai cittadini scelti per procreare”:
Paul Ehrlich, biologo, che col suo libro allarmista  “The Population Bomb” (1968)  indusse  molti governi ad attuare misure di limitazione delle nascite: “Nessuno, a mio avviso, ha il diritto di avere 12 bambini, o nemmeno  tre, a  meno  che la seconda  gravidanza non sia di gemelli”.

Siccome so già che molti lettori – ben “formati” dai   media ai nuovi paradigmi – sono tentati di dare ragione a  questi potenti  signori, è opportuno notare  che essi, come il principe Williams, progettano di ridurre i figli degli altri, i poveri, mai i  propri. Sono loro che hanno il potere, quindi decidono per gli inferiori.  Sono quelli che  trasferiscono in Cina il lavoro degli altri,   riducono i salari degli altri, peggiorano la vita degli altri, esigono l’austerità dagli altri, mai da loro.

La denatalità in Occidente è opera loro

Inoltre sono gli stessi gruppi d’elite globali che  un quarantennio fa   hanno promosso aborto e contraccezione per ridurre la natalità: hanno avuto successo, ma soprattutto in Europa e in Usa, dove hanno  cambiato le mentalità,  oltre che le leggi.
Anche in Cina il tasso di crescita comincerà a rallentare dal 2020, e nel 2030 scenderà in modo sostenuto, e  il grande paese  conoscerà i problemi che già noi europei conosciamo: riduzione della popolazione produttiva, peso eccessivo del sistema delle pensioni.
Adesso  lorsignori, che in Europa hanno avuto “troppo” successo,  sono gli stessi che promuovono    la  grande sostituzione con le ondate migratorie dall’Africa. Metà della popolazione del mondo vive oggi entro un tasso di natalità inferiore a 2 figli per donna, dunque  diretto all’estinzione.
Nello stesso tempo, i media   globalisti  diffondono l’idea che  la denatalità abbia lati positivi: “Meno bambini hanno bisogno di educazione primaria e secondaria, più risorse possono essere spese in istruzione di alta qualità e nel miglioramento dell’accesso alla scuola e alle università per adolescenti e giovani adulti”, si leggeva in un articolo del New York Times del 2014,: inoltre, “ bassi tassi di fecondità, sul medio periodo, portano a una maggiore stabilità sociale: nei paesi con alta natalità molti adulti faticano a trovare lavoro e a formarsi una famiglia “, (sic)”in un’era di cambiamenti climatici irreversibili e continue minacce di crisi nucleari  (sic) l’umanità ha molti problemi legittimi di cui preoccuparsi. Il calo della fertilità non è uno di quelli”.


Insomma, nonostante i danni probabilmente irreversibili che hanno prodotto , questi demiurghi  non ritengono di  dover rivedere in nulla la loro ideologia, e non rinunciano ad architettare le loro operazioni di ingegneria sociale più gelide.  Il  Gala Tusk  dove il principe Willliam ha pianto sul pangolino minacciato, non ha a che vedere con il  presidente della Commissione UE Donald Tusk;    “Tusk” è la zanna d’elefante in inglese, l’avorio,  per cui i bracconieri cacciano gli elefanti. C’è nell’ambientalismo  maltusiano l’antico riflesso aristocratico per cui l’aristocrazia si riservava  la caccia, e la vietava ai poveracci.  Oggi William e Kate si concedono tanti figli, e vogliono vietarli agli altri, ai bracconieri del mondo  che minacciano la fauna e gli rovinano le brughiere e  le foreste selvagge così preziose per la caccia alla volpe.  C’è il riscaldamento climatico, parbleu, per colpa dell’umanità! E c’è la crisi economica, le economie fragili non possono reggere troppi vecchi,  né dare l’istruzione primaria a troppi bambini.

“Le èlites non hanno più argomenti, perciò censurano”

Capite, spero, di cosa si tratta. L’economia è fragile in Occidente perché hanno applicato le loro teorie e ideologie globaliste, il “mercato” finanziario  come lo volevano loro; l’effetto è che  gli europei ne sono usciti  i grandi perdenti.
“Dopo il 2008 è diventato evidente che il “mercato libero” era un trucco, una ideologia zombi a causa della quale i lavoratori e le collettività sono state   devastate dai predatori  finanziari e  le ricchezze sono state concentrate verso l’alto, verso l’1%. Le guerre senza fine sono controproducenti per gli interessi nazionali. La de-industrializzazione e i programmi d’austerità hanno  impoverito la classe operaia, distrutto la borghesia,  e ferito a morte l’economia”, scrive  l’economista Chris Hedges, che conclude: : “Le elites al potere capiscono che la loro ideologia da padroni  del mondo non ha più credibilità né morale né intellettuale.  E come reagiscono?  Con l’intimidazione e la censura, perché non hanno più argomenti plausibili”.
C’è di peggio.  Se rileggete i  propositi dei  ricchissimi  globalisti-ecologisti sopra citati, e dei loro  intellettuali del Principe,  vedete che non si ritraggono  dal  pensare a programmi coercitivi di Stato, all’eliminazione o sterilizzazione forzata, persino all’ “aborto post-natale”.
E’ la mentalità che hanno acquisito; ormai sentono l’umanità inferiore come un allevamento da trattare con metodi zootecnici: il governo zootecnico globale, con le sue censure, intimidazioni,  eliminazioni eutanasiche delle bocche inutili  e  degli improduttivi, rimpiazzi di popolazioni per “rinnovare la razza”,   vaccinazioni di massa, tutto sta realizzandosi sotto i nostri occhi – per lo più ignari.  Temo che quell’abitudine, gliel’abbiano data noi, collettivamente, con la nostra passività e ignoranza.

Bergoglio allineato col progetto zootecnino globale

Il punto più triste  è vedere che il Vaticano di Francesco si sta attivamente affiancando alle i progetti anti-natalisti (o semplicemente anti-umani) del nuovo governo zootecnico globale.  In questi giorni  si tiene nella Casina Pio IV nei giardini vaticani, una conferenza mondiale dal tema che tanto piace ai Soros , ai Rockefeller, ai Turner CNN: “Health of the People, Health of the Planet and our responsibility: Climate Change, air pollution, and health”  suona il titolo in inglese (ovviamente).  Che si traduce: Salute della gente, salute del pianeta e nostra responsabilità: cambiamento climatico, inquinamento atmosferico e salute”.  Insomma tutto il repertorio della neolingua. Non stupisce sapere che sono stati invitati notevoli personalità anti-nataliste e  globalisti feroci. C’è l’economista Jeffrey Sachs,  vicino a Soros,  che come consulente di Eltsin consigliò – ed applicò – il passaggio “immediato” della Russia sovietica all’economia di mercato. La sua ricetta, chiamata shock therapy, consisté nell’improvvisa  liberalizzazione dei  prezzi e abolizione del controllo sui cambi, taglio totale dei sussidi di stato, immediata liberalizzaizone, privatizzazione di tutti i beni pubblici….la mortalità della popolazione russa aumentò, in quei mesi, del13 per cento. La povertà più che decuplicò. Le grandi aziende e cespiti  furono comprati per un boccone di pane dai capitali esteri – fino al giorno che Putin bloccò il gran saccheggio.

Alla conferenza in Vaticano,  a cui è stato invitato d’onore, Sachs è apparso in veste di ecologista, fautore dell’Accordo di Parigi sul Clima  e  dello “sviluppo sostenibile” (alla russa?).  Altro ospite d’onore  – anzi, è membro della Pontificia Accademia delle Scienze  il professor Ram Ramanathan, di Madurai India, esperto di gas serra; un altro,  Partha Dasgupta, università di Cambridge.  Anche lui membro della Pontificia Accademia, è autore di  di libri su economia e ambiente . In un articolo  “The Population Problem: Theory and Evidence.”, Dasgupta suggerisce vari mezzi per  “ridurre il desiderio delle coppie di avere figli” nel Terzo Mondo.
Tutti a favore dell’aborto; no anzi, ha tenuto a precisare infuriato Sachs al giornalista John-Henry Westen del cattolico ProLife Site News, non abortista, ma “pro-choice”, per la libera scelta.  Che è poi la stessa cosa. Il giornalista ha chiesto a Dasgupta , in quanto membro della Pontificia Accademia,  come i tanti invitati, tutti promotori vocali della  limitazione delle nascite  e dell’aborto, conciliassero queste loro  vedute con   quelle del Vaticano. “Non saprei risponderle”, ha detto il professore, “perché non sono esperto di Vaticano”.  Ecco chi fa accademici delle sue accademie il nuovo Papa.
Dasgupta –  istruttiva  la  scelta delle parole  –  ha  lamentato che in paesi come le Filippine la pianificazione familiare (tradotto dalla neolingua: il controllo delle nascite) “non è un libero mercato”, perché “è appesantito da leggi restrittive, mancanza di informazione, regole  non basate sulla scienza” (ossia religiose)  – insomma  bisogna  tagliare tutti questi lacci e lacciuoli per lasciar trionfare ”il libero mercato” anche lì.
Jeffrey Sachs, il distruttore della Russia, oggi alla Pontificia Accademia.
 https://www.maurizioblondet.it/vaticano-signori-considerano-gli-esseri-umani-piaga/

martedì 24 ottobre 2017

Di Maio e i vaccini obbligatori: aprite gli occhi, amici 5 Stelle



Di Maio & company? Non abbiamo ancora visto niente: se vanno al potere i 5 Stelle (non la base: i dirigenti), «ci terremo intatto lo strapotere delle multinazionali del farmaco, della chimica, dell’alimentazione devitalizzata, dei megamedia del potere». E soprattutto «il dominio della finanza, i livelli di inquinamento, l’ossequienza al Vaticano e alle massonerie varie, alla Trilateral, a Goldman Sachs». Parola di Fausto Carotenuto, promotore del network “Coscienze in Rete” e già analista internazionale per l’intelligence: un uomo esperto, che conosce a fondo – dall’interno – le dinamiche del vero potere, quello che indossa diverse maschere per compiacere e illudere i cittadini-elettori. Ma perché tanto allarme per Di Maio? durante una visita all’ateneo di Harvard, «una delle università dove oramai i candidati premier vanno a prendere la benedizione», lo scorso maggio il beniamimo di Beppe Grillo ha dichiarato che i vaccini «in Italia sono obbligatori per legge», e quindi, ha aggiunto, «noi non abbiamo intenzione di eliminarla», quella legge. «E lo dice quello che poi verrà “unto” con un plebiscito di finta “democrazia diretta” come capo politico del 5 Stelle e candidato alla presidenza del Consiglio», protesta Carotenuto.
Domanda che sorge spontanea: «Per chi lavora questo signore? Per chi lavorano i vertici manifesti e occulti del 5 Stelle? Non certo per la gente e per la nostra libertà», scrive Carotenuto su “Coscienze in Rete”. «E’ chiaro che chi è contro l’obbligatorietà Di Maio bacia l'ampolla di San Gennarodei vaccini non potrà mai votare per questo signore», Di Maio, che appare «al servizio di chi vuole vaccinare obbligatoriamente i nostri bambini». Per l’analista, semplicemente «occorre svegliarsi», perché «con questa gente al governo – e non parliamo dei militanti, ma di chi li dirige in modo del tutto privo di verademocrazia – si verificheranno anche altri fatti, che i votanti grillini pieni di ingenuo entusiasmo non immaginano nemmeno: rimarremo saldissimamente in Europa, ci terremo l’euro, l’appartenenza alla Nato e gli interventi militari “umanitari”». Peggio: Big Pharma non ha nulla da temere dai grillini, e nemmeno Wall Street, la super-oligarchia, i ras della devastazione agroalimentare, gli scienziati del cibo-killer, cancerogeno. Nessuno trema, di fronte a Di Maio: né i media mainstream, professionisti della disinformazione, né le multinazionali onnivore e globaliste, né i santuari supermassonici dell’élite finanziaria.
«Stiamone certi», aggiunge Carotenuto: «Se vogliamo che nulla di importante cambi nel sistema di potere che ci manipola, votiamo tranquillamente per questo signore». Non che Di Maio sia il peggiore il campo, sia chiaro: «Certo, anche se voteremo per gli altri partiti ora in Parlamento, nulla cambierà di tutto questo». Ma almeno, evitando di votare 5 Stelle, «non avremo sprecato le nostre migliori energie e le nostre scelte facendoci abbindolare da questa ennesima trappola per le coscienze in risveglio». La tesi di Carotenuto: il potere lavora per rendere eterno il nostro “letargo”, ben sapendo che – statistiche alla mano – un cittadino su tre ha ormai fiutato l’imbroglio e non crede più a nessuno, né ai politici né ai media. «Il nostro vero terreno di operazioni – sottolinea il fondatore di “Coscienze in Rete” – non è delegare a comici o a giovanottini legati aCarotenuto“nonsisachi”, comunque dipendenti dalla finanza internazionale, come minimo. E nemmeno delegare agli altri partiti, che dipendono dagli stessi poteri di controllo».
Carotenuto propende per il rifiuto del potere istituzionale che viene dall’alto, frutto di “piramidi” irrimediabilmente compromesse e inattendibili, a prescindere dai personaggi dietro i quali si nascondono: meglio la solidarietà circolare dei territori, dal basso. «Utilizziamo le nostre energie e la nostra voglia di bene senza delegare, facendo il bene là dove siamo, nel locale, orizzontamente, intorno a noi», sapendo che un giorno «da questa crescita orizzontale, quando sarà ampia e solida, verranno fuori istituzioni nuove». Ma non oggi, non ancora: «Ora è il momento della maturazione delle coscienze attraverso l’impegno diretto là dove siamo e possiamo verificare che le nostre forze alimentano veramente il bene di tutti». Poù in alto, la nostra possibilità di controllo è pari a zero: restiamo in balia delle solite manipolazioni. L’ultima, in ordine di tempo, sarebbe proprio quella del Movimento 5 Stelle: pura illusione ottica, certificata dal Di Maio “pro-vax”, di fronte alla potentissima platea di Harvard. «Non dimentichiamo…».
fonte http://www.libreidee.org/2017/10/di-maio-e-i-vaccini-obbligatori-aprite-gli-occhi-amici-5-stelle/

I PRINCIPI DELL'ARTE DELL'AGGUATO DEGLI SCIAMANI TOLTECHI




I PRINCIPI DELL'ARTE DELL'AGGUATO DEGLI SCIAMANI TOLTECHI 

«L'Arte dell'Agguato consiste in una serie di procedure e atteggiamenti che consentono al Guerriero di trarre il meglio da ogni possibile situazione.» 

«Il Primo Principio dell'Arte dell'Agguato è che il Guerriero sceglie il proprio campo di battaglia. un Guerriero non va mai in battaglia senza conoscere i dintorni.» 

«Scartare ciò che è superfluo è Il Secondo Principio dell'Arte dell'Agguato. Un Guerriero non complica le cose. Mira alla semplicità. Dedica tutta la sua concentrazione a decidere se ingaggiare o meno battaglia, perché ogni battaglia è per la vita.» 

«Questo è Il Terzo Principio dell'Arte dell'Agguato. Un Guerriero dev'essere pronto e disposto a prendere posizione "qui e subito". Ma non all'insegna del caos.» 

«Un Guerriero si rilassa, si abbandona, non teme nulla. Solo allora il potere che guida gli esseri umani gli apre la strada e lo sostiene. Solo allora. Questo è Il Quarto Principio dell'Arte dell'Agguato.» 

«Di fronte a circostanze impossibili da affrontare, il Guerriero si ritira temporaneamente. Si dedica a qualcos'altro, va bene qualunque cosa. Questo è Il Quinto Principio dell'Arte dell'Agguato.» 

«Il Guerriero comprime il tempo; questo è Il Sesto Principio dell'Arte dell'Agguato. Anche un solo istante conta. In una battaglia per la sopravvivenza, un secondo è un'eternità, un'eternità che può decidere l'esito. Il Guerriero mira a riuscire, quindi comprime il tempo. Non spreca neppure un istante.» 

«Per applicare Il Settimo Principio dell'Arte dell'Agguato bisogna applicare gli altri sei; colui che pratica l'Agguato non si mette mai in mostra. Osserva da dietro le quinte.» (Carlos Castaneda, Il Dono dell'Aquila) 



L'AGGUATO A SE STESSI È LA BASE DELLA FOLLIA CONTROLLATA 

«Il Primo principio in assoluto dell'Arte dell'Agguato è che il Guerriero ponga l'Agguato a se stesso, e lo faccia spietatamente, con astuzia, pazienza e dolcezza.» disse don Juan. Avrei voluto mettermi a ridere, ma non me ne lasciò il tempo. Con toni succinti, defini l'Agguato come l'arte di usare il comportamento in nuovi modi per scopi specifici. Disse che il normale comportamento umano nel mondo della vita di ogni giorno era pura routine.» 

«Ogni comportamento che si distaccava dalla routine provocava un effetto insolito sul nostro essere totale. Quell'effetto insolito era quello che cercavano gli Sciamani, poiché era cumulativo. Mi spiegò che gli antichi Sciamani, con la loro veggenza, avevano notato per primi che un comportamento insolito produceva un tremito nel Punto di Unione. Presto scoprirono che, se questo comportamento fuori dalla norma si teneva sistematicamente e si pilotava con saggezza, faceva alla fine spostare il Punto d'Unione. «La vera sfida per quei veggenti» continuò don Juan «fu di trovare un sistema di comportamento che non fosse meschino o capriccioso, ma combinasse la moralità e il senso estetico che distinguono gli Sciamani Veggenti da comuni stregoni». (...) 

«Chiunque riesca a spostare il proprio Punto d'Unione in una posizione nuova è uno Sciamano» proseguì don Juan. «Da quella nuova posizione, egli può compiere ogni sorta di azione, buona o cattiva, nei confronti del genere umano. Fare lo stregone equivale perciò a fare il ciabattino o il fornaio. Lo Sciamano Veggente (l'Uomo di Conoscenza) mira ad andare oltre quel limite, e per farlo ha bisogno di moralità e bellezza.»
(Carlos Castaneda, Il Potere del Silenzio, pag. 98)

www.carloscastaneda.it
http://www.carloscastaneda.it/Libri-Castaneda/Citazioni-Il-Dono-dell-Aquila/Principi-Arte-dell-Agguato.htm

http://fuoridimatrix.blogspot.it/2017/10/i-principi-dellarte-dellagguato-degli.html

venerdì 20 ottobre 2017

Bufera su Visco, ma silenzio sul retroscena (supermassonico)


Si può anche chiamarla massoneria, ma la definizione è imprecisa: perché non tutti gli affiliati alle superlogge internazionali sono stati iniziati all’obbedienza massonica. Forse non ha mai indossato il grembiulino neppure l’uomo attualmente nella bufera, Ignazio Visco, in quota alla Ur-Lodge reazionaria “Edmund Burke”, difeso da Giorgio Napolitano (superloggia “Three Eyes”, come il ministro Padoan) e attaccato da Matteo Renzi, «che non è massone ma ha ripetutamente bussato – invano, finora – alle stesse reti: quelle della aristocrazia supermassonica neo-conservatrice, attraverso entità paramassoniche come il potentissimo Council on Foreign Relations, di Washington». L’autore di queste indicazioni sulla presunta identità supermassonica del vero potere è Gioele Magaldi, già gran maestro del Goi e poi affiliato alla Ur-Lodge progressista “Thomas Paine”. Nel 2014 Magaldi ha dato alle stampe “Massoni, società a responsabilità illimitata”, edito da Chiarelettere e trasformatosi in bestseller-fantasma: solo il “Fatto Quotidiano” l’ha adeguatamente recensito, nel silenzio assordante dei grandi media. Che peraltro continunano a ignorare Magaldi, anche quando parla di massoneria italiana e di casi scottanti come l’affare Mps, su cui pesa tra l’altro lo strano “suicidio” di David Rossi.
«Anziché attaccare il Grande Oriente per le vicende provinciali di Banca Etruria – afferma Magaldi, oggi presidente del Movimento Roosevelt – giornali e televisioni farebbero meglio a interrogarsi sul ruolo di Mario Draghi e Anna Maria Ignazio ViscoTarantola, poi ministra di Monti: erano al vertice di Bankitalia quando la banca centrale avrebbe dovuto vigilare sull’operato del Montepaschi». Analoga polemica con Ferruccio De Bortoli, già direttore del “Corriere della Sera”: «Si parla genericamente di massoneria, in relazione a piccole vicende locali, mentre si continua a ignorare il ruolo supermassonico di primo piano rivestito in Italia, per conto di reti internazionali, da personalità come Monti, Draghi, la stessa Tarantola, l’ex presidente Napolitano e l’attuale ministro dell’economia, Pier Carlo Padoan». Sotto il fuoco renziano è ora finito Ignazio Visco? Non una parola, dal mainstream, sul possibile retroterra comune dei contendenti, legati a influenti “salotti” non italiani. Silenzio anche sul ruolo della banca centrale, a cui un altro supermassone, l’eurocrate Carlo Azeglio Ciampi, “staccò la spina” nel 1980, facendo in modo che Bankitalia cessasse di fungere da “bancomat del governo”, a costo zero, costringendo lo Stato – per finanziare il debito pubblico – a rivolgersi all’esosa finanzainternazionale, mettendo all’asta i propri bond. Risultato: una falla rovinosa nel debito italiano, perfetta per indebolire il paese di fronte all’eurocrazia.
«La messa alla berlina del governatore Visco ad opera della maggioranza piddina rappresenta un patetico scaricabarile politico», scrive Alberto Bagnai sul blog “Goofynomics”, che parla di «modus paraculandi». Bankitalia non vigilava adeguatamente sulla crisi delle banche italiane? Consob neppure? Chi, onestamente, può dire il contrario? «Ma pensiamo davvero che Visco e Fazio fossero degli incompetenti, dei dilettanti? Se così fosse – aggiunge Bagnai – la loro nomina ad opera della classe dirigente che ancora oggi si ripropone come insostituibile oligarchia dovrebbe suscitare alcune domande anche nell’elettore più superficiale». Forse, continua Bagnai, la causa di tante “sviste” ad opera degli organismi di controllo esterni e interni alle banche italiane «era imputabile non all’umana pochezza ma ad un’altra causa: ad un vincolo esterno». Più precisamente «a un chiaro e inequivocabile ordine di scuderia», emanato in sede europea. «Un ordine al quale tutti, ma Alberto Bagnaiproprio tutti, dai vertici Bce fin al più passivo sindaco e revisore della più piccola banca territoriale», dovevano sottostare. Ovvero: «Non intralciare l’enorme arbitraggio finanziario reso possibile dal Trattato di Maastricht e dall’unione monetaria».
Arbitraggio? «Così si chiama il prendere a prestito nel nucleo e prestare con spread ai mal-investitori della periferia senza subire rischi di cambio e senza alcun controllo sui movimenti dei capitali», spiega l’economista. «Una colossale macchina da soldi, la cui già enorme potenza era ulteriormente amplificata dal mercato dei derivati, grazie al quale si diluivano i rischi di credito nell’oceano degli ignari e polverizzati investitori globali». In pratica, una droga: «Come nel narcotraffico fisico, nel narcotraffico finanziario tutti si sono sporcati le mani: i coltivatori (ingegneri e top manager finanziari), i cartelli dei trafficanti (le grandi banche del nucleo, cresciute in “Germagna” sino a diventare uno Stato nello Stato), i cartelli degli spacciatori e la loro rete di “down the line dealers” (le grandi banche commerciali periferiche e le numerose banchette che le contornano)». E poi anche «i governi, i responsabili dei controlli a tutti i livelli: pubblici e privati, nazionali e internazionali, i partiti e le forze politiche, tutti pro-Maastricht e pro-euro (ricordo che la “Costituzione europea” da noi fu votata all’unanimità e il Fiscal Compact con dibattito praticamente zero»).
E’ stato questo il “miracolo” dell’euro, sintetizza Bagnai con sarcasmo: «È stata questa la fonte di accumulo di capitale finanziario che ora permette la fase due: sfruttare la mobilità incontrollata del lavoro». Quindi, «cari moralisti falliti e vigliacchi – chiosa l’economista – chi di voi è senza Maastricht scagli la prima pietra». Se è difficile leggere analisi di questo tenore sulla grande stampa, o tantomeno ascoltarle in televisione, è addirittura impensabile imbattersi in spiegazioni dettagliate su quello che Bagnai chiama “vincolo esterno”. La piaga del neoliberismo finanziario in versione europea ha drasticamente impoverito centinaia di milioni di persone? Certamente, osserva Magaldi, ma bisogna pur sapere che ogni piano – compreso questo – cammina sulle gambe di individui precisi, accuratamente selezionati da un’élite occulta per occupare posti-chiave. Rarissimo che l’oligarchia si dichiari: è accaduto di recente in Francia, quando il supermassone reazionario Il libro di MagaldiJacques Attali ha rivendicato la partenità del progetto che ha portato all’Eliseo la sua creatura, Emmanuel Macron, già dirigente della Banca Rothschild. In Italia, invece, si sorvola regolarmente anche su un altro difensore di Visco: Romano Prodi. «Ne parlerò nel sequel di “Massoni”, di prossima uscita», annuncia Magaldi.
«Pessimo interprete di questa globalizzazione privatizzatrice», l’ex premier ulivista, ex presidente della Commissione Europea nonché advisor di Goldman Sachs: benché ufficialmente “progressista” sarebbe anch’esso «affiliato a quelle potenti reti supermassoniche internazionali che hanno progettato la grande crisi, in termini di svuotamento della democrazia e colossale trasferimento della ricchezza dal basso verso l’alto», sostiene Magaldi. La stampa ne coglie sempre e solo gli effetti terminali – la disoccupazione, la sofferenza dei risparmiatori colpiti dai crack bancari – evitando però sempre di inquadrare il disegno, i suoi architetti occulti e i relativi interpreti locali. Non stupisce che giornali e televisioni continuino a ignorare le rivelazioni di Magaldi, che forniscono un’inedita geografia del vero potere. Tra le 36 superlogge mondiali, da cui dipendono entità paramassoniche come il Bilderberg e la stessa Trilaterale, spicca il ruolo nefasto svolto negli ultimi decenni dalle Ur-Lodges neoaristocratiche e oligarchiche, come la “Edmund Burke”, la “Compass Star-Rose”, la “Leviathan”, la “White Eagle”, senza contare la potentissima “Three Eyes” (Kissinger, Rockefeller, Rothschild) e la “Hathor Pentalpha” fondata dai Bush, secondo Magaldi con intenti addirittura terroristici (11 Settembre, Al-Qaeda, Isis).
A valle, la mappa del back-office del potere si rifletterebbe in Italia – come in ogni altro paese, non solo occidentale – nel reticolo dei leader locali: Magaldi ha ripetutamente indicato l’appartenenza di Giorgio Napolitano alla “Three Eyes” (la stessa di Attali). Ne farebbero parte anche Padoan e Draghi, Gianfelice Rocca (Techint) e Giuseppe Recchi (costruzioni), Marta Dassù (Finmeccanica), Enrico Tommaso Cucchiani (banchiere, già a capo di Intesa Sanpaolo) e l’ex ministra renziana Federica Guidi. Altri circuiti della stessa supermassoneria neo-conservatrice sarebbero rappresentati da uomini affiliati a Ur-Lodges come la “Babel Tower” (Mario Monti), la “Compass Star-Rose” (Fabrizio Saccomanni, Massimo D’Alema, Vittorio Grilli), la “Atlantis-Aletheia” (Corrado Passera), la “Pan-Europa” (Alfredo Ambrosetti, Emma Marcegaglia). Ignazio Visco, l’attuale governatore di Bankitalia, sarebbe invece legato alla “Edmund Burke” (insieme a un altro ex ministro dell’economia, Domenico Siniscalco). Ma non c’è caso che ne si faccia cenno, nelle cronache: tutto finirà, come sempre, attorno alle chiacchiere di Renzi, più quelle su Renzi e quelle contro Renzi, senza spiegare verso quali scogli sta andando la nave, e per ordine di chi.
fonte http://www.libreidee.org/2017/10/bufera-su-visco-ma-silenzio-sul-retroscena-supermassonico/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=feed+%28LIBRE+-+associazione+di+idee%29