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martedì 12 dicembre 2017

RIPRENDIAMO BANCA D’ITALIA?


confronto tabella
Uno dei grandi equivoci che si annidano nell’universo sovranista riguarda la riconquista di Banca d’Italia. Una valutazione romantica più che economica, che impedisce al tempo stesso di interpretare dinamicamente quanto accaduto negli ultimi 20 anni e di comprendere che esistono invece strumenti più facili da utilizzare e più adatti all’esercizio di una rinnovata sovranità monetaria e industriale, e tra questi c’è soprattutto la Cassa Depositi e Prestiti.
Quella di Banca d’Italia è una rivendicazione impulsiva, antropologica, quasi nostalgica, legata all’idea che si possa tornare ad un regime monetario da anni ’90 se non precedente, quindi restaurare la Lira, la politica delle svalutazioni competitive del cambio, l’uso dei tassi di interesse come stimolo all’economia… Bene, la cattiva notizia è che questo mondo non c’è più, ma la buona notizia è che non ne abbiamo bisogno.
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GLI ASSETTI PROPRIETARI

Banca d’Italia rappresenta un’immagine romantica che serbiamo nella mente, che oggi è stata letteralmente fusa all’interno di un blocco granitico che si chiama Eurosistema, fatto di BCE, ex banche centrali nazionali e banche commerciali, tutti soggetti privati e/o regolati dal diritto internazionale, e legati da un intreccio inestricabile di partecipazioni incrociate. Peraltro, il decreto Imu-Bankitalia ha chiuso ogni speranza al dibattito sulla proprietà di banca d’Italia, consentendo alle banche private che ne sono proprietarie una rivalutazione della propria quota capitale che equivale alla distribuzione di dividendi, il che sancisce inequivocabilmente un accorpamento dell’ex banca centrale in seno al blocco euro-bancario.
Di fronte a questa (triste) evidenza, si dimentica spesso che la Cassa Depositi e Prestiti è invece posseduta all’82% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ed è paragonabile ad una banca pubblica, sebbene non impiegata pienamente come tale. Dunque, la banca pubblica dalla quale partire esiste già…

CREDITO ALLE IMPRESE E POLITICA INDUSTRIALE

Ma supponiamo che Banca d’Italia ci venisse regalata…Essa, nella situazione attuale, sarebbe comunque inutilizzabile per fare politica monetaria e industriale. Non ha alcun legame con il mondo industriale, non possiede industrie né può fare credito ad alcun tipo di impresa che non sia bancaria, ed è semplicemente una stanza di compensazione per i trasferimenti di fondi e titoli tra banche commerciali italiane e banche dell’Eurozona inclusa la BCE.
Invece, la Cassa Depositi e Prestiti è oggi il principale strumento di credito alle piccole e medie imprese, con oltre €100 miliardi di finanziamenti prestati a fine 2016, e possiede importantissime partecipazioni industriali e strategichecome Posteitaliane, Eni, Saipem, Acciaitalia, Ansaldo, Fincantieri, e tutta una serie di altre imprese strategiche che potrebbero diventare un nuovo braccio operativo per il governo dell’economia, esattamente ciò di cui abbiamo disperatamente bisogno.

ORO E DIVISE

Veniamo alla questione del fatidico oro e del patrimonio netto della banca d’Italia, equivoco principale ed elemento emotivo della questione: ai valori del 2016, il valore di mercato dell’oro e delle valute estere posseduti da Banca d’Italia ammontava a €86,5 miliardi a fronte di un patrimonio netto di €28 miliardi, più o meno quanto era, ai valori di allora, nel 1999, prima dell’entrata dell’Euro. Cosa ci dice questo? Che la Banca d’Italia che molti hanno in mente e soprattutto nel cuore è cessata di esistere nel 1999, anno al quale sono state congelate le proprie riserve, cioè le “armi” che in quei tempi le consentivano di svolgere le proprie funzioni. Nel frattempo, in quasi 20 anni, le altre banche centrali si sono sviluppate e si sono dotate di riserve gigantesche: Nel 2016 la Banca Centrale Giapponese ha riportato attivi per oltre $12.000 miliardi mentre la BCE per $8.000! Messo a fuoco il problema numerico? Volendo stare nella stanza dei bottoni delle grandi banche centrali mondiali, oggi Banca d’Italia potrebbe al più servire ai tavoli, non certo giocare alcuna partita!

VERSO CHI SONO INDEBITATE?

Ma non basta. Da dove proviene la raccolta fondi della Banca d’Italia? In gran parte da debiti verso le altre banche dell’Eurozona e da organismi internazionali, tant’è che la banca riporta un gigantesco debito di €355 miliardi verso banche non italiane, che rappresenta il cosiddetto “Target 2” (vedi mio articolo: “le banche paghino il target 2“). La Cassa Depositi e Prestiti, al contrario, è finanziata dai cittadini italiani, e raccoglie ben €300 miliardi dai risparmiatori soprattutto attraverso il risparmio postale. Per chi non ha ancora afferrato a chi appartiene Banca d’Italia sul piano giuridico, dovrebbe schiarirsi le idee guardando ai suoi debiti: Banca d’Italia è pesantemente indebitata verso il sistema bancario Europeo (neanche italiano, basti pensare chi possiede le banche italiane che possiedono Banca d’Italia…), quindi ne è strumento funzionale, mentre la Cassa Depositi e Prestiti è a tutti gli effetti, anche dal punto di vista del debito, una banca degli italiani.
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E qui si apre una grande chance: data la quasi totale assenza di debito verso l’estero, la Cassa Depositi e Prestiti, se usata pienamente come banca pubblica, potrebbe accedere ai finanziamenti della BCE a tasso zero, secondo l’art. 123 del TUE: “il divieto di scoperto bancario e di altre forme di facilitazione creditizia in favore dei governi non si applicano agli enti creditizi di proprietà pubblica che…devono ricevere … dalla Banca centrale europea lo stesso trattamento degli enti creditizi privati”. Lo fanno già la Kfw tedesca, banca pubblica posseduta dalle regioni e dal Governo Federale, che raccoglie circa il 20% del debito pubblico federale tedesco a tassi zero, e la BPI francese, posseduta dal Governo, anch’essa attiva sulla raccolta internazionale a tassi vicini allo zero. Per approfondimento si veda il mio articolo “Una banca pubblica per rilanciare l’economia“.

UNA NUOVA MONETA INTERNA

Qualcuno si chiederà: e se volessimo emettere una nuova moneta interna? Domanda legittima, quanto semplice da rispondere. Qualsiasi strumento si decidesse di emettere con una ipotetica nuova Banca d’Italia, strappata all’Eurosistema (come?), ricapitalizzata (con cosa?) e rilanciata come soggetto di politica monetaria nei club finanziaria internazionali (…) si potrebbe egualmente emetterlo attraverso la Cassa Depositi e Prestiti. Così è per le principali proposte di moneta parallela o complementare delle quali si sta discutendo: i certificati di credito fiscale ed i Minibot, entrambe buone idee, e totalmente gestibili dalla Cassa Depositi e Prestiti, ristrutturata come banca pubblica a tutti gli effetti.
Sarà forse anche per questo che Padoan sta facendo del tutto per cedere quote della Cassa Depositi e Prestiti, distruggendo l’ultimo baluardo che potrebbe consentirci di ricostruire le basi per l’esercizio della sovranità monetaria ed industriale … (vedi il mio articolo: “La Cassa Depositi e Prestititi sotto attacco: partono le privatizzazioni“). Ho detto “le basi” perchè naturalmente la storia inizia da qui, ma evidentemente ammette diversi scenari…
C’è solo una strategia pragmatica dalla quale partire oggi: rilanciare la Cassa Depositi e Prestiti su tre piani strategici paralleli: come istituto di credito alle imprese, come strumento di politica industriale nel Paese e come piattaforma di gestione di una nuova moneta domestica complementare. Pensare tutto questo in seno alla Banca d’Italia, nelle condizioni di oggi, è pura utopia.
E’ certamente un punto di partenza, ma imprescindibile se si vuole restare con i piedi saldi a terra.
fonte https://albertomicalizzi.com/2017/11/15/riprendiamo-banca-ditalia/

L’ETEROGENESI DEI FINI Violenza sulle donne, molestie, fascisti, migranti, Regeni, ciberbullismo… Ma anche Honduras e Israel - MA ANCHE I LOBBISTI ITALIANI DI SOROS NELL'EUROPARLAMENTO!


Fake news
I dominanti sono quattro gatti e campano di rendita, nel senso che campano alle spalle di tutti gli altri. I dominati sono tutti gli altri , ormai anche più del 99% reclamato dagli Occupy, oggi svaporati. Per cui aveva ragione Gramsci a chiamarli popolo e si aggirano tra i sepolcri coloro che ancora invocano la classe operaia e il proletariato a guidare la rivoluzione. Irriducibili alla presa di coscienza che proletario è il mio fruttarolo ridotto al nocciolo dal proliferare dei supermercati e operai sono la cassiera  di qualsiasi supermercato e l’insegnante di qualsiasi scuola. Compresi coloro che questi lavori se li sognano, o li fanno da tre giorni a un mese. L’operaio Fiat oggi sta alla FCA di Detroit o Pomigliano e, come l’altofornista dell’Ilva, sta attaccato con i denti alla catena di montaggio, o alla palata di carbone, che avvelenano lui, i suoi figli e la sua comunità.

I dominanti per mantenere questo assetto delle cose devono mentire per forza. Con le bugie, oggi dette fake news, lo mettono in quel posto ai dominati. I dominati possono mentire anch’essi, ma costretti, e perlopiù a se stessi, per cavarsela in qualche modo, o per non dar fuori di matto. Nel primo caso è dolo, nel secondo colpa, ma neanche tanto. La vicenda delle fake news è tutta qui. Sarebbe facile smascherare il gigantesco inghippo planetario, radicato in una storia che inizia 2017 anni fa e che raggiunge la perfezione con il finanz-militar-securitar-capitalismo dei nostri giorni. Non fosse che i dominanti hanno messo in campo una formula assolutamente geniale: quella delle fake news a fin di bene con dentro, però, il batterio dell’eterogenesi dei fini. Fini malvagi.


Campagna contro violenze, poi addirittura molestie, alle donne. Dallo stupro al “vuole salire un attimo da me?” (al quale proposito, per un minimo di riequilibrio, rinvio ai dati in calce, fornitimi da un commentatore aderente ai fatti più che alla propaganda). Il fin di bene è abbagliante, chi non lo condividerebbe: basta col saltare addosso, corporalmente o verbalmente, a chi non le va. L’eterogenesi dei fini – meticolosamente pianificata nel bel mezzo di una rivoluzione in corso, quella del neoliberismo  – resta nell’ombra più fitta: spaccare il fronte uomini-donne per evitare che si rivolga contro padroni di supermercati, acciaierie, reggimenti di marines. Far trapelare che più omacci si fanno fuori e più occasioni ci sono per far proliferare delle Thatcher, Boldrini, Condoleeze Rice, Albright,  Hillary, Bonino, Merkel, Belem, Barbare D’Urso…


Campagna contro il ciberbullismo e le scuole, pozzi neri di sesso- e narco-nequizie.Come non condividere il fin di bene alla vista di quella poveretta esposta al ludibrio sui social, di quel gracilino angustiato dallo spaccone, di quella preside che si ritrova classi annebbiate dalla mariagiovanna e cessi senza carta igienica, sì, ma zeppi di profilattici. E dunque vai con l’eterogenesi dei fini che fanno scomparire le crepe nei soffitti, i computer rotti, l’aula-formicaio, e fanno entrare la McDonald’s che vi recluta friggitori diesel e poliziotti che sanno come ricondurre alla retta via gli scapestrati. E basta con una scuola che vuole fare la scuola, magari alla maniera di Socrate e Maria Montessori e formare cittadini piuttosto che pecore precarie. Insieme alla guerra donne-uomini, soprattutto se i secondi insistono a restare obsoletamente e aggressivamente eterosessuali, disintegriamo un altro fronte, quello intergenerazionale dei genitori e nonni, alunni e insegnanti, uniti contro la gerontocrazia dell’ordine costituito. Fa ancora venire i brividi quando accadde, nel ’68.


Campagna frontiere aperte a tutti i migranti. Quale migliore fin di bene che l’accoglienza a tutti quelli che, dal Sud del mondo, scappano da guerre, fame, disastri climatici, persecuzioni, cioè tutti tutti? Come non dividere il mantello con l’ignudo, la propria opulenza con il deprivato, la casa con chi ha perso il tucul? Non s’incontrano su questo e si nobilitano a vicenda opposti come il papa e la Bonino, Renzi e Fratoianni, Meerkel e Soros, il diavolo e l’acqua santa? E tutti gli altr? Infami xenofobi! Chi mai potrebbe pensare a un’eterogenesi dei fini come potrebbero farlo sospettare lo sradicamento di popolazioni da paesi ricchi di risorse a scopo predatorio multinazionale, la devastazione sociale e culturale nei paesi sommersi da ondate ingestibili di alienati da ricolonizzzare assimilandoli, da guerre tra poveri con conseguente dumping sociale e distrazione di massa dalla guerra al padrone?

Campagna Regeni Martire. Qui no, qui è inimmaginabile che dietro al fine sacrosanto di inchiodare alla colonna infame della sua dittatura torturifera e assassina il capo di un paese che è una prigione a cielo aperto, ci sia l’eterogenesi di mali fini! Come ventilata da sparuti complottisti che vaneggiano di sostegno propagandistico al terrorismo stragista dei Fratelli Musulmani, fiduciari storici del colonialismo, di copertura di un’operazione di spionaggio e destabilizzazione, di manovra per far fuori un regime che se la fa con gentaglia tipo Putin, Assad e Haftar e con certi suoi partner nello sfruttamento di ricchezze energetiche che è meglio che stiano al posto loro e lascino i partneriati a Bp, Shell, Total ed Exxon.

Campagna contro i vecchi e nuovi fascisti. Anche qui il fin di bene e di un’evidenza solare e le occasioni per invocarlo si susseguono a ritmo frenetico, altro che inquietante. E i brutti, rasati, inbomberati che intimidiscono brave persone in ansia per i naufraghi, utilizzando parole blasfeme come patria e nazione. E il calciatore con maglietta Salò che terrorizza tutto uno stadio salutando romanamente. E le divisioni  SA che marciano compatte sul Cimitero Maggiore di Milano e quelle SS che rastrellano voti a Ostia. E tutti quei milioni di razzisti, implicitamente fascisti, che tra Ungheria e Casa Pound, Polonia e Nigel Farage, fanno le barricate contro migranti e parlano male di George Soros che ne incoraggia e finanzia i viaggi della speranza! Fuehrer e Duce ante portas! Tutto vero e hanno voglia di berciare quelli che fantasticano dell’ennesima eterogenesi dei fini con quattro rane fatte diventare armata di buoi per distrarre dai rinoceronti, fascisti oltre il fascismo, nazisti 2.0, che, partendo da Palazzo Chigi, Casa Bianca, Bruxelles, BCE, FMI, WTO, Nato, ci si stanno incornando da dietro mentre noi, atterriti, ci proteggiamo dalle rane gonfiate che ci si parano davanti.


Mica finisce qui. Di campagne del bene con eterogenesi di fini la Cupola, con i suoi operativi transnazionali come Soros, o vernacolari come Boldrini, e i suoi strilloni di piazza come il “New York Times” o “il manifesto”, la CNN o “Piazza Pulita”, ce ne sforna a ritmo crescente, man mano che dalla rete, dai social, escono quelle fake news che rischiano di farci intravvedere quegli altri fini che  l’eterogenesi organizzata occulta. Soprattutto a quel livello internazionale che è il più pericoloso perché ci fa procedere dal particolare al generale o, come si dice oggi, dal locale al globale, e viceversa, illuminando scena e retroscena.

Fascismo in Ucraina, Honduras, Israele? Fake news.
Fermiamoci al discorso sul fascismo che incombe e minaccia di stracciare quelle carte delle libertà, dei diritti, della giustizia, dell’uguaglianza,, che con tanta abnegazione e efficacia difendono le Boldrini, i Renzi, gli Obama, i Trump, gli Juncker e i Draghi. A Kiev sponsor, padrini  e madrine di questi eroi della resistenza oggi e sempre, non si sono avveduti che un nostro intervento per i diritti umani ha fatto spuntare dal selciato di Maidan interi battaglioni e partiti che inalberano la svastica (altro che la bandiera della marina militare tedesca della prima guerra mondiale appesa da quello sprovveduto di carabiniere).

Tegucicalpa Manifestaziione contro i brogli

In Honduras è sfuggito al 99% della stampa che un intervento dell’amatissima Hillary Clinton da segretaria di Stato, nel 2009, aveva cacciato dalla presidenza il suo legittimo titolare sinistrorso, Manuel Zelaja, e l’aveva rimpiazzato con un’oligarchia che dire fascista è poco dato che, da allora, falsifica elezioni presidenziali (l’ultima vinta l’altro giorno dal candidato della pur moderata sinistra, Salvador Nasralla), stermina oppositori (gli ultimi tre durante manifestazioni venerdì scorso contro l’ennesimo broglio), rade al suolo l’habitat degli indigeni, svende banane e tutto il resto alle multinazionali e assassina eroi della resistenza come la Nobel dell’Ambiente (e mia amica) Berta Caceres (ne potete vedere l’intervista nel docufilm che ho girato dopo il golpe obamian-hillariano; “HONDURAS, IL RITORNO DEL CONDOR”). 


Aspri accusatori delle Fake News che avvelenano una rete assolutamente da bonificare , benemeriti militanti della carismatica leader Laura Boldrini, sono soprattutto gli antifascisti che il nazifascismo l’hanno sperimentato sui corpi dei loro trapassati e che oggi hanno lo sguardo più aguzzo nell’individuare il fascista, in orbace o cravatta che sia. Nessuno meglio di loro, che come riferimento hanno l’unico Stato democratico del Medioriente (oggi stretto alleato del secondo Stato democratico, quello a guida famigliare), sa scoprire il fascista evidente, dal braccio levato, o quello che si manifesta cianciando di quote di immigrati da distribuire, di Ong in business con deportatori e trafficanti, di Eurocrati ligi alle  lobby, sovranità nazionale, identità storica, radici.

Un loro correligionario, fuoruscito dall’Unico Stato Democratico, Ilan Pappé, illustre storico e perciò esule, ha voluto sollecitare l’acutissima sensibilità antifascista dei talmudisti puntando il dito su alcune fenomenologie di quello Stato. Il libro si intitola “La più grande prigione sulla Terra: Storia dei territori occupati”. E dice: “Una struttura di invasori colonialisti con la quale un movimento di coloni ha colonizzato una patria altrui… Nel 21° secolo continua a essere implementata la stessa ideologia di pulizia etnica e spossessamento… Il progetto degli invasori colonialisti prevedeva uno spazio ebreo totalmente privo di palestinesi…l’80% dei palestinesi che vivevano nello Stato di Israele divennero rifugiati…parliamo di centinaia di migliaia di palestinesi a cui non è consentito di tornare neppure in Cisgiordania o a Gaza…Israele utilizza il modello della prigione a cielo aperto in Cisgiordania e quello di massima sicurezza a Gaza…Perfino il presidente palestinese non può spostarsi senza che il carceriere israeliano gli apra la gabbia…In Palestina Israele ha imposto una mappa strategica, per il controllo militare, e una mappa biblica posta in mezzo a conglomerati palestinesi…sono tutte illegali…Non si deve parlare di “occupazione”, che comporta una situazione temporanea, si deve parlare di colonizzazione, una colonizzazione iniziata nel XIX secolo e che continua tuttoggi… il cosiddetto processo di pace è servito a Israele per ulteriore colonizzazione… Si deve parlare di pulizia etnica, si deve parlare di uno Stato dell’apartheid… ma di questo i media non riferiscono”. Potrebbe far sentire lezzo di fascismo.
Già, trattasi di fake news.




E se vi stuzzica la curiosità di sapere quali sono i più validi combattenti contro le Fake news nell’ambito vigorosamente antifascista del Parlamento Europeo, andate a vedere al link qui sotto l’elenco di coloro che George Soros, socio golpista di Hillary, afferma “fidati alleati della sua Open Society Foundation”. Quelli italiani ve li anticipo qui.

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Titolo del documento:
“Affidabili alleati nel Parlamento Europeo (2014-2019)
KUMGUAT Consult, for the Open Society European Policy Institute”
Membri di vertici, commissioni, comitati, delegazioni, OSCE, Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, Corte Europea per i diritti umani, TTIP, membri dei singoli paesi

ITALIA
Benifei Brando Maria SD
Cofferati Sergio Gaetano SD
Cozzolino Andrea SD
De Monte Isabella SD
Gentile Elena, SD
Gualtieri Roberto SD
Kyenge Kashetu SD
Morgano Luigi SD
Mosca Alessia Maria SD
Pittella Gianni, SD
Schlein Elena Ethel SD
Spinelli Barbara GUE
Viotti Daniele SD
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Uomini e donne
Salvatore Penzone ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "DIVIDE ET IMPERA,Guerra per bande anglosassoni e ...":

Quella della violenza nelle relazioni tra l’uomo e la donna è una narrazione gonfiata ad arte. Ai tg le statistiche e le relative argomentazioni, quelle che raccontano i fatti, non vengono prese in considerazione perché tutto il tam tam che fanno i media non avrebbe senso, visto che nello specifico i dati sui casi di violenza ci dicono che la violenza di genere in Italia dal 1998 è molto diminuita, mentre la media negli altri paesi europei è quasi del doppio. In più in un terzo dei casi sono le donne a procurare violenza sull’uomo. Quindi la diffusione della violenza è orizzontale e investe tutte le categorie e i generi ma questo non viene detto perché la costruzione “ideologica” non potrebbe più reggere.
I seguenti dati sono forniti dalle prefetture e raccolti dal ministero dell'interno, sono dati reali che ognuno può leggere come vuole ma che danno comunque un quadro molto diverso da quello che sta producendo, da qualche anno, l’allarme mediatico. Secondo i dati del ministero dell'interno i delitti a sfondo sessuale nel 2016 sono stati 1.308 dei quali 251 commessi da donne, mentre sono state 1.057 quelli commessi da uomini. Nel 2013 il totale di questi delitti erano 4.488 il che porta a un calo rispetto al 2016 di 3.180 delitti, il 71%, mentre la percentuale della differenza tra delitti commessi da uomini e quelli commessi da donne è rimasta invariata. I casi di lesioni dolose sempre riferite alla violenza di genere nel 2016 sono stati 21.480 di cui 7.680 i casi di lesioni inferte da donne mentre i restanti 13.800 sono quelli riferiti a lesioni inferte da uomini. Nel 2013 le lesioni dolose erano state 66.317 con un calo nel 2016 di circa il 30% mentre le differenze percentuali tra uomini e donne restano costanti.
Il totale, invece, degli episodi di percosse nel 2016 è stato di 4.718. Le donne che le hanno subite sono state 2.154, mentre il numero degli uomini che le ha subite sale in questo caso a 2.564. http://www.interno.gov.it/it/notizie/focus-sulla-violenza-genere-alla-prefettura-cagliari
Ora ci dobbiamo chiedere, considerando la reale portata del fenomeno, anche a fronte del numero di violenze non denunciate che confermano la mancanza di certezza assoluta sui dati, perché viene messa su una campagna del terrore che fomenta odio nella coppia quando poi lo stesso è in continuo calo già dall’inizio degli anni 70?

Fulvio Grimaldi
fonte http://fulviogrimaldi.blogspot.it/

IL SALUTO DEL SOVRANISTA E mi perdoni l’antisovranista Boldrini e la contigua “Zanzara” (Radio 24), impegnati nella sacra battaglia a me e a tutti gli altri malmostosi farabutti fakenewsisti della Rete. E perdoni anche Giacomo Leopardi… A dopo.




di Fulvio Grimaldi
  
Nel salutarvi mi tocca fare, per una volta, ciò che fanno quasi tutti i facebookisti: evitare di raccontare cose che potrebbero essere utili agli altri sapere e alluvionare invece le loro pagine di sollecitazioni al “ma il chissenefrega non ce lo metti?” Almeno per qualche riga iniziale vi devo scassare le gonadi con una cazzatina personale. Che però è la spiegazione del fatto che per un po’ io, pur non privandomi della vostra interlocuzione, vi alleggerirò di miei interventi. Un chirurgo, spero dalle mani sapienti e dal bisturi pietoso, mi dovrà rammendare la spalla scassata da una caduta di motocross e poi lasciata andare in progressivo spappolamento. Uscirò come nuovo, uomo bionico, ma per una mesata dovrò rinunciare a malmenare tastiera e mouse. Ecco, mi sono messo sullo stesso piano di chi vi allieta la giornata con l’imprescindibile comunicazione al colto e all’inclita che “la buona dormita m’ha fatta svegliare lieta come una libellula in volo sul laghetto di ninfee”. O che “la tisana nuova non m’ha fatto affatto cagare”.

Siccome io, come molti di voi blogger, twitter e facebookisti, sono produttore accanito e inveterato di false notizie, in questo ultimo  - pro tempore – intervento voglio fare ammenda e dare spazio, e schierarmi accanto, a coloro che la sacrosanta battaglia contro gli hater (odiatori), falsari e complottisti, la conducono con sommo disprezzo del pericolo e in difesa delle bocche della verità che ci istruiscono e ci spiegano le cose del mondo a partire dall’informazione democratica, istituzionale, professionale, quella, appunto, degli MSM (mainstream media). Ieri venerdì ho avuto di nuovo l’onore di essere chiamato in diretta da uno di questi MSM, la trasmissione “La Zanzara” di Radio 24. Programmino definito da quelli che dalla Zanzara sono stati pizzicati e, spesso, svergognati, “teppista, ignorante, stupido, provocatore, la faccia subumana di Radio Rai”. Non è vero. Pensate, trattandosi della questione di Gerusalemme che il Fior di Zucca ha concordato essere capitale unica e indivisibile di Israele, alla mia obiezione che Gerusalemme fu semmai capitale degli ebrei soltanto per i 50 anni dei regni di David e Salomone, inventati dai fantasisti redattori della Bibbia, la coppia dal pungiglione della verità, Crociani da Roma, Parenzo da casa sua a Tel Aviv, mi hanno ridotto all’impotenza berciando, ma con proprietà di argomenti, che sostenevo Hamas terrorista e giudicavo lo Stato d’Israele criminale.

Che dire, davanti a tanta documentata argomentazione. Passiamo alle sfere più elevate degli SMS, quelle nobilitate dalla presenza e firma della terza carica dello Stato, la nobildonna, cui va riconosciuto il merito di aver aperto le cataratte per le quali va passando il rimedio demografico al nostro calo delle nascite e l’adeguamento del tasso di schiavitù alle nostre esigenze produttive di hamburger e pomodori. Mettendo a profitto della solidarietà umana il meccanismo dei vasi comunicanti, dove nulla si crea e nulla si distrugge, sperimentato e provato da Lavoisier, Laura Boldrini, da responsabile UNHCR, è stata tra i primi a svuotare il Sud del mondo a vantaggio del riempimento del Sud d’Europa. Non è  l’unico suo merito; chissà cosa sarebbe passato nella disattenzione dei nostri governanti, se la presidente della Camera non avesse posto rimedio alla degenerazione dei lavori parlamentari con ghigliottine, canguri e altre limitazioni alle intemperanze dei 5 Stelle.

Boldrini e Soros, santi subito
Ha provato la sua nobilitade con l’appassionata aderenza allo Zeitgeist (si può anche dire vernacolarmente “trend”) che caratterizza la nostra superiore civiltà non lasciandosi sfuggire nessuna delle campagne SMS che sostengono e promuovono i valori delle democrazie occidentali. L’hanno vista alla testa e in vetta alle schiere combattenti, novella Marianna nel quadro di Delacroix, contro gli haters calunniatori delle Ong sorosiane salvavite nel Mediterraneo, contro gli uomini ontologicamente e in toto stupratori e molestatori, da Gheddafi, Mladic o Assad all’ultimo regista accusato da una vegliarda, oggi, ma infastidita nel primo dopoguerra, contro i naziskin che hanno disseppellito il corpo del Fuhrer, gli hanno insufflato nuova vita, lo hanno moltiplicato per partenogenesi e lo stanno installando nei luoghi supremi della governance occidentale ( *).  E vessillifera di  tante altre battaglie, proprio tutte, miranti a corazzare uno status quo costato alle nostre confraternite, legali o meno, tanta fatica costruire.

(*) C’e  chi azzarda una calunnia come quella secondo cui, quanto Trump gonfia a bue il ranocchio nordcoreano per dar modo agli armieri di ingrossare il budget del Pentagono oltre i 1000 miliardi attuali (più di tutti gli altri bilanci messi insieme, 15 volte quello russo), tanto i nazisti 2.0 in cravatta e risvoltino pompano i (loro) virgulti in bomber e cranio rasato (vedi la chiassata e megacontrochiassata ipocrita sul lago di Como), per dare alla loro macelleria sociale, militarista e culturale la scudo dell’antifascismo. Ovviamente pure fake news, no?

Acchiapparli da piccoli per masticarli bene.
Memorabile l’episodio che ha visto questa pasionaria delle verità dettate da un impeccabile, ufficialmente sanzionato, senso comune, piombare su un liceo romano brandendo le tavole della legge. Nella fattispecie, il Decalogo della  lotta alle Fake Newsda imparare a memoria e con il quale poi vivisezionare le bufale del  Corriere, di Repubblica, della Stampa, di TG1,2,3,5…Ops, ma che dico, la tastiera mi ha preso la mano: le bufale della rete nelle sue varie, degenerate forme. 



I ragazzi del Liceo in questione stavano già tralignando perché occupati a solidarizzare con quei compagni  scapestrati del Virgilio che credevano vittime di enorme bufalona per cui la minaccia alla loro storica scuola veniva dalle coppie che si accoppiavano nei cessi, dagli Spada che gestivano lo spaccio di coca nell’aula dell’informatica, dagli scambisti che si davano alla pazza gioia in soffitta, e non dal palazzinaro che già operava negli spazi lì accanto e aveva gettato l’occhio rapace sullo storico edificio nella zona a più alto costo per m2 di Roma. Al sopraggiungere impetuoso della Boldrini, per un attimo gli era sembrato che quella che si avventava su di loro fosse la strega del Mago di Oz e che la loro identità ne sarebbe rimasta compromessa per sempre.

Invece no. Si dovettero ricredere. La strega apparve nelle sue giuste vesti di fata buona che preserva da fake news e ogni sorta di puttanate strumentali tese a ostacolare il progresso dei ragazzi verso la maturazione civica e, grazie ad essa, l’ingresso nel mondo del vero e del giusto. Il mondo di Laura Boldrini.

Il mondo della Boldrini


Un mondo dove ogni cosa torna al suoi posto, nell’ordine costituito che infami haters e, comunque, gente pretenziosa che si costruisce le verità a partire da quello che crede di vedere e capire, insistono a voler mettere in discussione. Un mondo, per esempio, in cui George Soros paga le Ong in mare perché i migranti non vedono l’ora di lasciare casa, terra, paese, famiglia, per farsi assimilare alle stirpi migliori, comunque più bianche e non miscredenti. Dove, recentissima, secondo un intelletto tra i più qualificati del nostro tempo, vicepresidente ai tempi in cui Washington riduceva in brandelli sette paesi, il pifferaio di Mosca è riuscito, non solo a impedire la vittoria inquestionabile di Hillary, cara al “manifesto”, non solo a comprarsi a suon di rubli Di Maio e Salvini, ma addirittura a trascinare gratis 20 milioni di italiani a votare NO a un referendum dal quale l’Italia avrebbe potuto uscire più bella e più superba che pria. Annientando perfino l’ambasciatore obamiano Philips che, sommessamente, aveva detto che se gli italiani non avessero votato SI, non avrebbero più visto un dollaro di investimenti. E anche Obama che, tanto per non intromettersi, alla vigilia di quel voto aveva celebrato l’imminente SI ospitando Renzi e altri sguatteri italiani alla Casa Bianca.

E ancora, il mondo della pulzella di Montecitorio è quello in cui non la trimurti Israele-Usa-vampiti del Golfo, bensì l’astuto Assad ha creato l’Isis perché faccia a pezzi il suo paese che gli stava sulle palle. Israele è l’unico Stato democratico del Medioriente e quello meno razzista dell’universo mondo. Il potente Kim Jong Un minaccia gli innocenti e del tutto innocuiamericani. George Soros è un filantropo che non ha dato 5 milioni di dollari ai nazisti del battaglione Azov per fare il colpo di Stato, ma li ha versati nelle casse della Ong che accoglie rifugiati russi; del resto garantiscono i baci della Bonino. Renzi ci ha regalato 1 milione di posti di lavoro, mica un milione di inseguitori di tre ore di lavoro la settimana. Il vero pericolo che sovrasta l’umanità non è mica il pupazzo manovrato dai bunker del Pentagono e della Lockheed Martin (F35) per far sfracelli dove risulta opportuno al complesso militar-industrale, sono coloro che arricciano il naso quando Big Pharma fa avvertire dalla Lorenzin che senza 10 vaccini al neonato moriremo tutti di morbillo o brufoli. 

E chi oggi rappresenta l’apice della civiltà, del progresso, della giustizia sociale, dei cinque o sei generi esistenti, del femminismo, dell’ecologia? Sono i curdi di Rojava e se per tutto questo toccava fare un po’ di pulizia etnica e bruciare villaggi arabi, incistare mezza dozzina di basi Usa in Siria, soddisfare la voglia di Israele di frantumare tutti i suoi dintorni, che cosa è tutto questo rispetto alle esaltanti interviste del “manifesto” alle donne combattenti curde?
Un mondo, questo della Boldrini, che viene da lontano e vanta un cursus honorum lungo secoli, millenni. Il vero inizio è quello di Costantino, quando decise che quelle dei pagani erano tutte fake news alle quali tagliare la testa. Dove l’Iraq doveva essere polverizzato dato che Saddam poteva colpire Londra in 5 minuti con le sue armi di distruzione di massa; dove la Libia doveva essere sminuzzata e Gheddafi sventrato, dato che stava bombardando la sua gente e - Save the Children -  iniettando Viagra ai suoi soldati perché meglio stuprassero le figlie della Libia. Dove San Padre Pio aveva le stimmate e, avendo giustamente picchiato i socialisti insieme a quelli con il fez, poi faceva altri miracoli. Dove l’Unione Europea e la consorella Nato sono state fatte da Spinelli e Cia per farci godere la migliore delle democrazie, i migliori diritti umani, sociali, di pace e uguaglianza. Dove toglierci sovranità e autodeterminazione significava liberarci da oneri e incombenze troppo gravosi. Che se ne facciano carico gli esperti supra partes di Bruxelles, le lobby che li consigliano per il meglio, Mr. Mario Draghi che li mantiene sui dritti binari di Goldman Sachs, Rothschild, Bilderberg e, tutto sommato, anche  della ditta di Francesco Primo.



Patria Grande. Anche piccola.
Per noi che siamo partiti col piede sbagliato, prede e diffusori di fake news, non c’è rimedio. Che Boldrini abbia pietà. E’ vero, abbiamo il marchio del sovranismo. Ce lo hanno inflitto un po’ Seneca, un po’ Dante, un po’ Guicciardini un po’ Italo Svevo, un po’ Michelangelo e un po’ Manzoni. Un po’ i partigiani e un po’ Leopardi.  E ce lo teniamo. Come coloro, e nel loro nome, con i quali lo abbiamo condiviso nella Cuba d’un tempo, in Palestina, Eritrea, Irlanda, Algeria, Bolivia, Iraq, Siria, Libia, tra i popoli che nella patria hanno riconosciuto se stessi,  il conflitto tra padroni e subalterni, chi è venuto prima di loro e gli ha consegnato cultura, lingua non prevaricata e inquinata, progetto sociale e storico,  in tutte le nazioni costituitesi e ricostituitesi dopo i saccheggi e gli squartamenti coloniali e la cui sopravvivenza è attaccata alla loro sovranità, come il bambino al capezzolo della madre e alla mano del padre. Eppoi, se lo diceva Leopardi già quasi due secoli fa….

La Boldrini ha qualcosa da ridire? O di sovranità gradisce solo quella dei potenti e sopraffattori?


Lodo che si distornino gl’italiani dal cieco amore
e imitazione delle cose straniere,
e molto più che si richiamino e s’invitino
a servirsi e a considerare le proprie;
lodo che si proccuri ridestare in loro
quello spirito nazionale,
senza cui non v’è stata mai grandezza a questo mondo,
non solo grandezza nazionale, 
ma appena grandezza individuale;
ma non posso lodare che le nostre cose presenti,
e parlando di studi,
la nostra presente letteratura,
la massima parte de’ nostri scrittori, ec. ec.
si celebrino, si esaltino tutto giorno
quasi superiori a tutti i sommi stranieri,
quando sono inferiori agli ultimi:
che ci si propongano per modelli;
e che alla fine quasi ci s’inculchi di seguire
quella strada in cui ci troviamo.
Se noi dobbiamo risvegliarci una volta,
e riprendere lo spirito di nazione,
il primo nostro moto dev’essere,
non la superbia né la stima delle nostre cose presenti,
ma la vergogna. E questa ci deve spronare
a cangiare strada del tutto, e rinnovellare ogni cosa.
Senza ciò non faremo mai nulla.
Commemorare le nostre glorie passate, 
è stimolo alla virtù,
ma mentire e fingere le presenti è conforto all’ignavia,
e argomento di rimanersi contenti
in questa vilissima condizione.
Oltre che questo serve ancora ad alimentare
e confermare e mantenere quella miseria di giudizio,
e mancanza d’ogni arte e critica,
di cui lagnavasi l’Alfieri (nella sua Vita)
rispetto all’Italia, e che oggidì
è così evidente per la continua esperienza
sì delle grandi scempiaggini lodate,
sì dei pregi (se qualcuno per miracolo ne occorre)
o sconosciuti, o trascurati, o negati, o biasimati.

Giacomo Leopardi, Zibaldone (24 Marzo 1821) [pagine 865-866]


Fulvio Grimaldi
fonte http://fulviogrimaldi.blogspot.it/