Translate

domenica 22 aprile 2018

Il Racconto illogico della Realtà

Il Racconto illogico della Realtà
Siamo abituati: la realtà segue il suo corso mentre il racconto della realtà procede in modo indipendente.
In questo conflitto siriano le discrepanze tra realtà ed il suo racconto sono paradossali. Un governo legittimo e benvoluto dalla popolazione viene definito ‘regime criminale’, si parla di armi chimiche invero inesistenti (proprio come avvenne anni orsono per l’Irak di Saddam), si crea e si finanzia l’Isis mentre si finge di combatterla però si attacca il governo siriano (che dovrebbe essere una vittima dell’Isis!).
Un governo amato dal suo popolo che invece di combattere la ribellione prezzolata attacca la sua stessa popolazione con il gas?
La confusione è totale. Evidentemente ciò che si desiderava era creare caos, confusione e dolore: obiettivo riuscito.

I media sono in evidente imbarazzo. La logica vacilla ed il regime che li finanzia e li imbecca fatica addirittura a fornire loro una versione credibile e coerente. La dissonanza cognitiva assale chi tenta di farsi un quadro della situazione. Dietro tutto l’ombra dell’elefante nella stanza, Israele, il cui ruolo viene invece tenuto sottotono dai media di regime.

Tutti i paesi della fascia mediterranea sono stati destabilizzati (Israele escluso ovviamente) con le buone (crisi finanziarie) o con le cattive (bombe e colpi di stato). Le primavere arabe sono stati tristissimi autunni preconfezionati (a noi hanno dato solo il Movimento 5 Stalle).

Infine il crimine sottaciuto che rende l’insieme grottesco: le armi chimiche.Sottoposti come siamo da decenni all’assalto biochimico aereo continuato (scie chimiche) appare veramente risibile l’appello militare occidentale sul divieto di usare armi chimiche!
Per un false flag chimico sono partiti centinaia di missili verso la Siria. Per un assalto decennale contro tutta la popolazione mondiale cosa dovremmo attenderci?


http://compressamente.blogspot.it/2018/04/il-racconto-illogico-della-realta.html


Alcune persone entrano nella nostra vita per insegnarci a non essere come loro

ragazza-farfallaAlcune persone entrano nella nostra vita per insegnarci a non essere come loro. Perché, come disse Oscar Wilde, “alcune persone portano felicità ovunque vanno; altre solo quando se ne vanno”. Ciò nonostante, anche queste persone ci insegnano qualcosa, pur facendoci soffrire, poiché ci danno la possibilità di gestire i nostri sentimenti in modo diverso da loro.
Viktor Frankl scrisse che la vita è potenzialmente significativa e che possiamo estrapolare un insegnamento anche dalle cose che ci hanno fatto soffrire. Anche se a volte potremmo non trovare il senso di certe relazioni negative, esse, in realtà, ci offrono una visione del mondo prima a noi sconosciuta.
Detto in altre parole, significa che tali esperienze ci insegnano cosa dobbiamo valorizzare e cosa ci apporta solo sofferenza. Ci mostrano ciò che non vogliamo diventare.

I nostri principi si rafforzano grazie a certe esperienze

Essere testimoni di ingiustizie e provare un grande malessere per i comportamenti che ci riservano alcune persone, ci aiuta a riflettere sui nostri principi e a rafforzare, in questo modo, le nostre credenze riguardo a ciò che è bene e ciò che è male.
I tradimenti, la freddezza, la prepotenza fanno male. Fanno molto male. A volta la cosa più dolorosa è non riconoscere le persone che un tempo ci circondavano. Ci sono persone che, alla fine, si mostrano per quello che sono davvero, quando non hanno più bisogno di noi e non lo nascondono.
Quando questo succede, il dolore stesso ci permette di rivedere le nostre priorità e i nostri propri comportamenti nei confronti degli altri. Per questo motivo, a volte, passare un brutto momento ci rende persone migliori.
Ci aiuta a valorizzare altri sentimenti e favorisce la nostra crescita. Tutto ciò richiede un grande lavoro interiore, che ci permetta di andare avanti e di non accumulare malessere, sensi di colpa o risentimento.

Allontanarsi dalle persone che creano problemi fa bene alla nostra salute e alla nostra anima

Quando dobbiamo allontanarci dalle persone che ci feriscono, è bene giocare con il vantaggio dell’anticipo. Ovvero, approfittare del fatto che le loro reazioni ed intenzioni sono sempre più prevedibili. Questo ci permette di relazionarci con gli altri in modo diverso, poiché potremo gestire meglio l’ambiente circostante.
In questo senso, non dobbiamo dare tanta importanza a quello che fanno queste persone, ma concentrare la nostra attenzione sugli insegnamenti che possiamo trarre da quanto vissuto, aiutandoci a creare opportunità di crescita e lavorando sulla nostra autostima e sulla nostra forza.   
Perché, alla fine, chi si aspetta sempre qualcosa rimane deluso, e aspettarsi tutto da qualcuno può provocare disillusione e rendere sottomessi, facendo scomparire il nostro ossigeno psicologico, contaminando le nostre emozioni e amplificando le nostre inquietudini.
Mantenere la prospettiva ci aiuterà a raggiungere una certa indifferenza e a scendere da quelle montagne russe emotive, permettendoci di separare le nostre preoccupazioni da quelle degli altri e liberandoci dalle insicurezze e dalle loro reazioni spropositate.
L’idea è quella di schiarirsi le idee ed esporre i nostri pensieri ed emozioni senza paura delle conseguenze. Questo ci darà risultati rapidi, diretti e al tempo stesso soddisfacenti: i nostri problemi diminuiranno e potremo vivere in pace.   
Quando qualcuno prova a farci del male intenzionalmente, allora dobbiamo scegliere se lasciare aperte le nostre finestre emotive e far entrare ciò che ci farà soffocare.
La vita è troppo breve per viverla angosciati da ciò che fanno o non fanno le persone che ci circondano. Per questo motivo, la migliore decisione che possiamo prendere è allontanarci da tutto ciò che è negativo e avvicinarci a ciò che ci fa stare bene.  

Tratto da: aprilamente
https://ununiverso.it/2018/04/18/alcune-persone-entrano-nella-nostra-vita-per-insegnarci-a-non-essere-come-loro/

giovedì 19 aprile 2018

Emmanuel Todd: “Non è successo niente in Siria, l’Occidente è perduto”



Un’analisi di alto livello di Emmanuel Todd sulla situazione in Siria e nell’impero dopo i bombardamenti della coalizione occidentale su Damasco.
di  Pierrick Tillet
Mi sento un po’ rassicurato perché non è successo nulla. Se seguivi la stampa anglo-americana, cosa che faccio ogni mattina, ti trovavi in un’escalation anti-russa. Infatti quello che risultava dopo le vicende d’Inghilterra, che risultava nel discorso, era una sorta di crescente russofobia assolutamente misteriosa e che meriterebbe un’analisi. E gli ultimi sviluppi diplomatici sono stati che gli americani e Trump hanno tweettato minacciando un massiccio attacco, ecc. E i russi che hanno detto: State bene a sentire, se è così, useremo la nostra difesa antiaerea e questo sistema che spaventa tutti, il sistema S400 che sembra sia il miglior sistema di difesa terra-aria del mondo.
A quel punto c’era semplicemente la possibilità di una guerra più grande e di una sorta di resa dei conti, le carte scoperte alla fine di una partita di poker, dal momento che in realtà non si sa di cosa i russi sono capaci. L’S400 potrebbe essere in grado di distruggere in aria tutto ciò che vola e in dieci minuti ci sarebbe stata la fine dell’impero americano. O ci sarebbe stato il fallimento degli S400 e gli Stati Uniti si sarebbero scatenati di nuovo.
Ebbene, abbiamo sparato petardi, abbiamo negoziato con i russi. C’era stata una dinamica anti-russa che montava e, alla fine, gli americani, i britannici e i francesi hanno colpito là dove i russi li hanno autorizzati a colpire. Dunque siamo tornati al nulla. Allo stato attuale delle informazioni, mi sento piuttosto rassicurato.
La Russia sul piano militare è una forza di equilibrio contro gli Stati Uniti
Parlo da un punto di vista aprioristicamente molto favorevole al mondo angloamericano. Sono francese ma, siccome la Francia è intrappolata in un euro che non controlla e la sua azione non conta più un granché, questo non ha tanta importanza. Quindi quello che mi preoccupa attualmente, quando leggi la stampa occidentale, è che, per me, è una stampa folle. Cioè la visione del mondo in cui si mantengono i cittadini del mondo occidentale, la visione di una Russia superpotente, minacciosa, tentacolare, totalitaria, ecc., è in realtà una visione allucinatoria.

Emmanuel Todd

La Russia ha un regime che io chiamo democrazia autoritaria. Putin è eletto. C’è un certo tipo di controllo degli organi di stampa, ma i russi sono informati. Tutti concordano sul fatto che i russi sono favorevoli alla politica di Putin. La Russia è un paese che ha poco più di 140 milioni di abitanti, cioè dieci volte meno del cosiddetto mondo occidentale. È un paese che ha appena trovato un certo tipo di stabilità e sicurezza sociale. Il tasso di suicidi è in caduta. Il tasso di omicidi è in caduta. Un certo tipo di fiducia sociale si è ristabilito in Russia. La vera ragione della popolarità di Putin è semplicemente che dopo la crisi dell’uscita dal comunismo, i russi si sentono meglio. Hanno un futuro. La fertilità è leggermente in risalita, anche se si è un po’ riabbassata. E, è vero, questo paese è tornato alla parità in termini di tecnologie militari. Non c’è dubbio che hanno avuto una rimonta tecnologica. E infatti, la Russia sembra essere l’unica forza al mondo sul piano militare in grado di far fronte, essere forza di equilibrio, contro gli Stati Uniti.
Se pensiamo in termini di equilibrio dei poteri, se rispettiamo la Costituzione degli Stati Uniti, dobbiamo dire che è comunque meglio così! Perché l’idea che un solo paese al mondo sia in grado di fare ciò che vuole, non è un buon concetto da un punto di vista liberale. Anche se non ci piace la Russia, l’esistenza di un polo di stabilità che non ha una reale capacità di espansione – è troppo piccolo in termini di popolazione – dovremmo prenderla per una buona notizia.
Ebbene, in Occidente la Russia, non solo Putin, è un mostro, in più inquadrato rispetto a criteri antropologici e familiari che non dovrebbero avere nulla a che fare con la geopolitica, come lo statuto degli omosessuali o qualcos’altro del genere. C’è una visione estremamente negativa della Russia. Tutti gli interventi russi, tutto ciò che i russi dicono è considerato parola di Satana, bugie, ecc.
La fibrillazione assolutamente incredibile delle grandi democrazie occidentali
E poi noi ci comportiamo come se fossimo normali. Ma la verità è che il mondo più occidentale, le tre democrazie occidentali originarie – Francia, Inghilterra e Stati Uniti, cioè le nazioni che hanno costruito la democrazia – possono essere considerate in uno stato di fibrillazione assolutamente incredibile. È un mondo in crisi. […] La verità è che in queste tre democrazie ci troviamo in una situazione di instabilità e di schizofrenia.
[…] Ho letto i testi di Putin, o di Lavrov (1), oppure che si tratti dei contatti che ho potuto avere di recente all’ambasciata russa, il livello intellettuale dei diplomatici russi e dei dirigenti russi è molto superiore a quello degli occidentali. Non si può capire la situazione se non si vede questa asimmetria. Cioè, un’intervista a Lavrov o una discussione con Orlov, ambasciatore russo a Parigi, sono persone molto superiori a quelle del Quai d’Orsay. Hanno una visione della storia, una visione del mondo, una visione della Russia, una visione dell’equilibrio di forze, una visione di autocontrollo che chiamano professionalità.
[…] Se smetti di leggere Le Monde e di credere a quello che c’è dentro, ti dici: bene, dov’è la razionalità, dov’è l’intelligenza, dov’è l’autocontrollo? E’ questo che è importante.
  • Emmanuel Todd – storico, sociologo, antropologo francese.  Ricercatore presso l’Institut national d’études démographiques (INED) di Parigi. Ha scritto numerosi saggi, tra cui Il crollo finale (1976), in cui ha preconizzato la fine dell’Unione Sovietica, e Dopo l’impero (2003), in cui profetizza la «decomposizione del sistema americano» e la rinascita dell’Europa.
  • Ultime opere: Dopo l’Impero, Ed. Net.  L’Incontro delle Civilità, Ed. Marco Tropea.
  • Fonte: Yetiblog.org
    Traduzione: Simonetta Lambertini – Invictapalestina.org
 https://www.controinformazione.info/emmanuel-todd-non-e-successo-niente-in-siria-loccidente-e-perduto/

L’Unione Europea, un’organizzazione post-democratica del capitale finanziario



di Diego Fusaro
Il volere dell’Unione Europea coincide con quello espresso dalle grandi banche internazionali, ma poi anche da tutte le autorità non democratiche e connesse agli interessi finanziari (Bruxelles, G7, Fondo Monetario Internazionale, ecc.): le quali ripetono senza sosta che occorre attuare “riforme” volte a rendere maggiormente efficiente la governance politica, ossia – questo il punto – a rimuovere ogni ostacolo al potere autocratico del sistema bancario e finanziario con elusione fiscale garantita per le big companies.
Le “riforme strutturali necessarie” evocate e attuate dall’Unione Europea si inscrivono tutte nell’orizzonte della spoliticizzazione, della deregolamentazione e della desovranizzazione dell’economia di mercato eletta a unico fondamento reale, simbolico e valoriale del vecchio continente.
L’obiettivo non coincide con l’attuazione della democrazia in Europa, ma con la garantita “governabilità”, ossia con l’amministrazione tecnica, efficiente e senza ostacoli dello spazio economico autonomizzato. Se la politica è, per sua essenza, l’arte di compiere scelte ponderate e di prendere decisioni equilibrate, la tecnica, dal canto suo, è applicazione pratica di delibere assunte a monte: le quali non chiedono di essere discusse argomentativamente e valutate secondo ragione, ma di essere sic et simpliciter eseguite. Per questo, i politici governano, là dove i tecnici eseguono.
In questa chiave si spiega la tendenza – tipica della fase assoluta dell’economia spoliticizzata – alla semplificazione e alla velocizzazione della politica, affinché quest’ultima si limiti a varare la legislazione neoliberista ponentesi come sovrastruttura dell’economia di mercato deregolamentata e post-democratica. Per questo, l’élite finanziaria aspira a rafforzare gli esecutivi e a destrutturare i parlamenti, imponendo forme di bonapartismo postmoderno, globalista e privatizzatore (da Matteo Renzi ad Angela Merkel) o giunte militari economiche chiamate “governi tecnici” (Mario Monti, 2011). L’Unione Europea spoliticizza l’economia e, in conformità con il principio per cui l’intérêt commande aux princes, fa dei politici i semplici esecutori dei desiderata dei signori mondialisti del grande capitale sconfinato.
L’immagine del “pilota automatico”, così cara agli oligarchi della finanza e al loro clero di completamento, resta la metafora assoluta della neutralizzazione della politica e, con essa, della democrazia a beneficio dell’efficienza della governabilità tecnica come semplice funzionamento motu proprio del mercato deregolamentato. Complice lo svuotamento del quadro democratico degli Stati sovrani nazionali, le decisioni vengono in misura crescente autocraticamente prese nelle stanze chiuse dall’oligarchia finanziaria presso gruppi e consessi che nulla hanno di democratico (gruppo Bilderberg, Trilatetal, Fondo Monetario Internazionale, Banca Centrale Europea, ecc.).
D. Fusaro
Fonte: L’Interesse Nazionale

https://www.controinformazione.info/lunione-europea-unorganizzazione-post-democratica-del-capitale-finanziario/

domenica 1 aprile 2018

Arabia Saudita svelata. Un documentario


Arabia Saudita svelata. Un documentario

arabia-saudita-esecuzioni1

I bracci alzati di due gru tengono sospesa in aria a una decina di metri di altezza una barra alla quale sono appesi cinque corpi senza testa. Appartenevano a cinque ladri, decapitati e poi appesi per giorni, come monito per tutti i cittadini. Questa scena non è stata filmata nei territori controllati dallo Stato islamico, ma in Arabia Saudita, governato da un regime islamico tra i più repressivi al mondo.
ARABIA SAUDITA SVELATA. Per sei mesi i giornalisti dell’emittente britannica Itv e di quella americana Pbs hanno filmato con telecamere nascoste la vita del Regno, azione illegale e passibile di essere giudicata come atto di terrorismo. Così hanno dato vita al documentario Saudi Arabia Uncovered (Arabia Saudita svelata), che viene trasmesso in queste settimane in tre parti da 20 minuti e che mostra le diverse sfaccettature del regime saudita.
DECAPITAZIONI. Oltre alle immagini dei corpi appesi, le telecamere riprendono scene orribili di decapitazioni e crocifissioni, pene previste dalla sharia, la legge islamica che vige nel paese, e sempre più spesso comminate dalle autorità. Nel 2015 sono state decapitate più di 150 persone ma quest’anno 70 sono state giustiziate in meno di tre mesi. Nel braccio della morte c’è anche un ragazzo di nome Ali Mohammed al-Nimr, arrestato nel 2012 all’età di 17 anni per aver partecipato a una protesta illegale e condannato in via definitiva alla decapitazione e alla crocifissione.
«È SOLO UN RAGAZZO». Nel documentario compare la madre del ragazzo, che parla di come il figlio sognasse «dignità e libertà». Parla anche il padre, che spiega: «Quando ho visto mio figlio dopo l’arresto mi ha detto: “Papà che cos’è significano “eversione e tradimento”? Erano le sue accuse. Ali è solo un ragazzo». Secondo la famiglia, Ali è stato arrestato per via di suo zio, importante imam sciita che da anni denuncia la repressione e la persecuzione subita dalla minoranza sciita in Arabia Saudita, paese a maggioranza sunnita. Al-Nimr è stato decapitato a gennaio, suo nipote potrebbe fare molto presto la stessa fine.
DONNE OPPRESSE. Nel filmato viene denunciata anche l’oppressione delle donne, trattate come cittadini di serie B, impossibilitate a scoprirsi il capo, ad uscire senza un accompagnatore maschile, a guidare. Alcune delle immagini più forti riguardano proprio il trattamento delle donne, insultate per strada dalla polizia religiosa, che deve promuovere la virtù e prevenire il vizio, picchiate e anche frustate da comuni cittadini.
arabia-saudita-decapitazione


IL CASO BADAWI. La libertà di espressione non esiste. Per una critica al governo o a una sua opera si può essere condannati per terrorismo ed è vietato anche dissentire sui precetti dell’islam. In questo senso è emblematica la storia del blogger Raif al-Badawi, che viene raccontata attraverso le interviste alla moglie e ai tre figli, condannato a 10 di carcere e 1.000 frustate per aver scritto questa frase su internet: «L’unico modo di vivere in un mondo non libero è diventare così assolutamente libero che la tua stessa vita rappresenti un atto di ribellione». Dopo una fortissima protesta internazionale la pena delle frustate è stata sospesa, ma Al-Badawi resta in carcere.
FONDAMENTALISMO ESPORTATO. L’Arabia Saudita svelata è anche quella del fondamentalismo islamico esportato in tutto il mondo, attraverso le moschee e i centri culturali sparsi per il globo dove viene insegnato il wahabismo, una versione ultraconservatrice dell’islam sunnita molto simile all’ideologia dello Stato islamico. Il regime, che gode di proventi immensi dalla vendita del petrolio, ha speso circa 70 miliardi di dollari nella promozione. Non è un caso se 15 delle 19 persone coinvolte nell’attentato dell’11/9 erano saudite.
«DECAPITARE TUTTI I CRISTIANI». L’indottrinamento dei giovani in Arabia Saudita e di quelli in tutto il mondo avviene anche attraverso i sermoni in moschea e i libri scolastici. Durante un discorso ripreso nel Regno, l’imam arringa i fedeli: «Gli ebrei hanno abusato, spadroneggiato e corrotto questa terra. Allora, oh Allah, fermali e fai schioccare su di loro la frusta della tortura, non lasciare che la loro bandiera sventoli in alto e fai di loro un esempio». Un bambino interrogato su che cosa dica il suo testo scolastico sulle religioni, ripete a memoria: «Cosa dice degli sciiti e degli infedeli? Tutti i cristiani dovrebbero essere puniti e decapitati fino a quando non ne sarà rimasto neanche uno. Gli sciiti sono blasfemi e dovrebbero essere puniti con la morte. Dovremmo combatterli nel nome dell’islam». Davanti a queste riprese, non ci si può stupire se uno scrittore algerino come Kamel Daoud abbia inventato questa perifrasi per descrivere il regime: «L’Arabia Saudita è un Isis che ce l’ha fatta».


Leggi di Più: Arabia Saudita svelata. Un documentario | Tempi.it 
Follow us: @Tempi_it on Twitter | tempi.it on Facebook


fonte http://www.tempi.it/arabia-saudita-svelata-documentario#.WsEWay5ubIV

COME SAPERE SE UNA RELAZIONE È KARMICA, ANIMA GEMELLA O FIAMMA GEMELLA.



Mentre ci stiamo evolvendo, lo fanno anche le nostre relazioni sentimentali. 
Non siamo più soddisfatti da quelle unioni che sono convenienti o che sembrano soddisfare specifici ideali ai quali le nostre famiglie o società ci hanno detto che dovremmo aspirare. 
Stiamo cercando quel tipo di amore unico, una volta nella vita.
Ma cosa distingue davvero le fiamme gemelle dalle anime gemelle e dalle relazioni karmiche?

La più grande verità è che una di queste relazioni non è migliore dell'altra - dipende solo dalla vita in cui ci troviamo, e da quali lezioni ci troviamo attualmente a dover apprendere.

A volte potremmo non provare nessuna di queste relazioni e in altre potremmo sperimentarle tutte e tre.

La realtà è che spesso non ci si rende davvero conto di quale tipo di rapporto abbiamo avuto fino a molto tempo dopo che è finito e le lezioni sono state interiorizzate.

Le relazioni karmiche spesso ci portano quelle lezioni che non siamo stati in grado di imparare in una vita precedente.
Queste persone non sono destinate a renderci le cose facili, perché esse sono destinate a cambiare il nostro modo di vita.

In queste relazioni  non importa quanti tentativi facciamo per farle funzionare, semplicemente niente funziona.

È difficile da accettare, perché di solito non è un problema di amore o di compatibilità.

Il punto di questi tipi di relazioni è di entrare nelle nostre vite, cambiarci e poi andarsene.

La lezione più importante per noi è che dobbiamo essere abbastanza forti per lasciarli andare  quando arriverà il momento.

Sebbene alcuni di noi possano sperimentare diverse relazioni karmiche nel corso della propria vita, la fase successiva, dopo aver appreso quelle lezioni, è spessol'amore dell'anima gemella.

L'anima gemella si differenzia dalla relazione karmica dal tipo di lezione appresa e dal modo in cui viene presentata.

L'anima gemella si differenzia dalla relazione karmica dal tipo di lezione appresa e dal modo in cui viene presentata.

Le relazioni karmiche sono spesso relative a come vediamo il mondo esterno e gli altri, mentre l'anima gemella attiverà quelle lezioni interne che implicano autostima, paura, pressioni sociali e la nostra dignità d'amore.

Le anime gemelle sono coloro con cui sentiamo una connessione innegabile, come se ci conoscessimo già, semplicemente incontrandole.

Il più grande indicatore di un "amore anima gemella", è che ci fanno sentire come se dovessimo lavorare su noi stessi e non su di loro o su questioni che esistono all'interno della relazione.

A volte c'è anche la sensazione di non meritare l'altra persona.

Alcuni anime gemelle entrano nelle nostre vite con l'unico scopo di aiutarci a realizzare la nostra grandezza e aiutarci ad affrontare quelle grandi domande che coinvolgono il Sé e iniziare a scoprire le risposte per favorire la nostra evoluzione e il processo di auto-consapevolezza.

Le anime gemelle sono anche quelle che si prendono più cura di noi  rispetto all'amante karmico, la cui unica preoccupazione è di se stesso e dei propri bisogni.

Questi bellissimi tipi di legami non devono necessariamente essere romantici anche se, il più delle volte, viaggiamo in cerchi dell'anima simili all'interno di ogni vita, e quelli che sono familiari non sono necessariamente quelli con cui condividiamo il sangue.

Avere una relazione con l'anima gemella è un'esperienza bellissima ma non è non è nulla in confronto all'esperienza di essere ricollegati alla nostra fiamma gemella.

La fiamma gemella non è quella  con cui ci colleghiamo a livello di anima, ma è quella con cui condividiamo la stessa anima.
Quando si incarna nella forma umana, solo metà dell'anima sceglie di risiedere nel corpo fisico, l'altra metà può decidere di rimanere nei regni spirituali o incarnarsi nello stesso tempo ma in un altro corpo.
La fiamma gemella è essenzialmente l'altra metà dell'anima.

Se l'unione delle fiamme gemelle durante la loro esistenza terrena è parte del loro viaggio di vita, allora ciascuna delle anime gemelle è destinata ad incontrarsi. 
Alla fine è comunque la loro scelta, e se l'una o l'altra fiamma gemella decide di non incontrarsi per qualche motivo, l'incontro potrebbe non accadere durante la loro vita. 

Tuttavia, la forza di attrazione tra le fiamme gemelle è spesso così forte che anche se vi è resistenza da una parte, le circostanze alla fine porteranno alla loro riunione. 
All'incontro, la connessione è così potente che ogni dubbio precedente, sia conscio che inconscio, che può essere stato trattenuto, di solito si dissolve. 
Ciascuno sente che c'è qualcosa di più in questa riunione di fiamme gemelle, questo legame sacro tra loro che non può essere ignorato.

La decisione di trovare la tua fiamma gemella può mettere in moto degli eventi per l'incontro, ma i tempi devono essere corretti. 
Può accadere in poche settimane o mesi se entrambe le fiamme gemelle sono pronte per l'incontro o potrebbero volerci anni prima che siano nello spazio giusto affinché l'incontro si verifichi.

Una volta che le fiamme gemelle si incontrano, di solito la relazione si sviluppa molto rapidamente. Non necessariamente in senso romantico, ma si sviluppa un'amicizia che ha un legame duraturo e significativo.

Ci sono volte però in cui  le fiamme gemelle si incontrano brevemente, un incontro che ha un'impressione significativa ma a causa delle circostanze, i tempi potrebbero non essere giusti. Questo può accadere quando le fiamme gemelle si incontrano quando sono troppo giovani e hanno molto da vivere e imparare prima di riconnettersi di nuovo. 

Ognuno va per la propria strada, a volte rimanendo in contatto e talvolta perdendo il contatto prima di ritrovarsi l'un l'altro in un secondo momento, quando sono pronti per l'esperienza.

Non tutte le relazioni di fiamme gemelle sono romantiche o addirittura tra il sesso opposto, ma c'è sempre un rispetto reciproco e amore per l'altro a livello spirituale. 
Le fiamme gemelle in amore sentono che sono una cosa sola e mentre possono opporsi a vicenda a volte, sotto ogni cosa, l'amore che condividono è come nessun altro. 
Questo amore tra le fiamme gemelle è incondizionato e, nonostante i conflitti che potrebbero sorgere tra di loro, l'amore sottostante che sentono rimane sempre forte. 
C'è anche un reciproco amore sentito l'uno per l'altra, ogni fiamma gemella ha sentimenti altrettanto forti per l'altro. 

Se una relazione è comunque unilaterale o l'amore non è ricambiato, non è un unione tra fiamme gemelle.

Mentre ci sono segni per cercare di riconoscere una fiamma gemella, ci sono alcuni indicatori chiave che indicano una falsa fiamma gemella.
- Si sente che l'altro ha nella relazione uno scopo diverso dall'amore e dalla connessione reciproca. Sebbene possa essere nascosto bene, se una persona viene usata per denaro, status o per riempire un vuoto emotivo, è una falsa fiamma gemella.
- Allo stesso modo, se c'è una continua manipolazione emotiva o il bisogno di controllare l'altro in qualche modo, non è una relazione di doppia fiamma.
- Dopo il periodo iniziale di infatuazione di una nuova relazione, si avverte che l'altro si sta annoiando o sta iniziando a prendere le distanze.
- Potrebbero esserci stati tutti i segni di una fiamma gemella all'inizio, ma l'intensità iniziale ha iniziato a svanire. Questo non accade con le vere fiamme gemelle, semmai l'intensità delle emozioni tra di loro cresce nel tempo.
- C'è un senso sottostante al fatto che la relazione abbia fatto il suo corso, ma c'è una riluttanza a riconoscerlo. In fondo c'è la consapevolezza che la relazione non è un'unione tra fiamme gemelle.

In definitiva, se c'è qualche dubbio sulla natura della relazione, di solito è un segno che l'altro non è una fiamma gemella. 

Le fiamme gemelle sentiranno sempre che la connessione è predestinata.

Comunque sia che si tratti di una relazione karmica il cui unico scopo è di entrare nelle nostre vite per essere il catalizzatore del cambiamento, o l'anima gemella che ci sfida a diventare amorevolmente la persona migliore che possiamo, o se è semplicemente la nostra altra metà, non c'è Amore a cui dovremo chiedere l'elemosina o tenerlo stretto per paura di perderlo perché, indipendentemente dal tipo di relazione, l'amore che meritiamo è anche quello che ci vorrà tanto quanto lo vogliamo noi.
fonte https://riccamente.blogspot.com/2018/03/come-sapere-se-una-relazione-e-karmica.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed:+Riccamente+(RiccaMente)

I fatti di Bardonecchia svelano chi è Di Maio: un inetto



I fatti di Bardonecchia sono soltanto l’ennesima riprova che questa Europa ci sta trattando a pesci in faccia. Dovremmo quindi porci, mi auguro per l’ultima volta, la domanda che al momento non ha ancora avuto una risposta, e cioè: ma che ci stiamo a fare ancora in questa associazione di prepotenti lestofanti denominata Unione europea?
Una volta eravamo succubi degli Stati Uniti, ma perlomeno ci sono stati due nostri grandi politici, Giulio Andreotti e Bettino Craxi, che hanno affermato, davanti al mondo intero, che la sovranità, sul nostro territorio, appartiene al popolo italiano e non a militari stranieri.
Oggi siamo talmente caduti in basso che ci facciamo umiliare persino dai francesi, i gendarmi transalpini si permettono pure di entrare armati nel nostro territorio e spadroneggiare come se fossero a casa loro.
Quel che è accaduto a Bardonecchia è di una gravità assoluta, un fatto che non può essere minimizzato e che ha avuto un solo merito, quello di farci capire l’inettitudine di Di Maio. Di fronte ad un fatto di tale importanza il candidato Premier dei 5 Stelle si è dimostrato un invertebrato, uno smidollato, insomma una nullità assoluta.
Dal Centrodestra, infatti, si sono giustamente alzate voci di ferma protesta (Salvini: “Altro che espellere i diplomatici russi, qui bisogna espellere i funzionari francesi” e la Meloni: “Così si è ridotta l’Italia dopo sei anni di governi asserviti alle cancellerie straniere”) mentre Di Maio, di fronte ad un simile affronto, come ha reagito?
Complimentandosi con il nostro Ministero degli Esteri!
“Bene ha fatto la Farnesina a convocare l’Ambasciatore francese” ha twittato il candidato Premier dei 5 Stelle.
Ma vaffa … mi verrebbe da commentare.
Alla prima occasione che hai per affermarti come Premier, dimostrando a tutti che l’Italia non è più disposta ad avere un ruolo subalterno in Europa, la tua reazione è così balbettante e timorosa?
Ti metti subito in ginocchio davanti alla protervia ed all’arroganza?
Ma tornatene a fare lo stewart al San Paolo, non sei in grado di fare altro!
E la cosa ancor più preoccupante è che non è stato solo Di Maio a dimostrarsi un inetto, ma l’intera classe dirigente del M5S. I due capigruppo di Camera e Senato, Giulia Grillo e Danilo Toninelli, hanno infatti dichiarato in una nota congiunta:
“Il blitz condotto dalla polizia francese a Bardonecchia in un centro per migranti italiano è un fatto grave, che preoccupa, e sul quale Parigi deve fornire spiegazioni. Soprattutto su temi come quello dell’immigrazione, che coinvolgono tutta l’Europa, la collaborazione e la condivisione di informazioni tra partner Ue è fondamentale”
Ma andate a … anche voi due!
I francesi vi hanno trattato da m… e voi?
Chiedete a Parigi di “fornire spiegazioni”?!? Ma quale c… di spiegazioni vi potranno mai dare coloro che hanno manifestato nei vostri confronti una simile arroganza?
Ed ancora, bisogna proprio essere idioti, dopo aver subito un affronto del genere, mettersi a parlare di “collaborazione e condivisione di informazioni fra partner Ue”.
Se questi sono coloro che si candidano a governare l’Italia … Dio ce ne scampi.
Abbiamo bisogno di gente che dica BASTA a questa Europa!
Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

fonte https://www.finanzainchiaro.it/fatti-bardonecchia-svelano-maio-un-inetto.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed:+Finanzainchiaro+%28FinanzaInChiaro%29