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martedì 27 marzo 2018

RE GIORGIO AI CONFINI DELLA REALTÀ

re-giorgio

di Franco CAMERINI – MovES
Il discorso di Napolitano, re Giorgio per noi sudditi, in qualità di Presidente anziano (per usare un eufemismo), rappresenta il più clamoroso dei salti della quaglia mai visti, disciplina parasportiva che da decenni è oggetto di approccio dei vari protagonisti della politica che “conta”, o che “salta”, appunto, la quaglia.
Lasciando stare l’invasione di campo, (che è ammessa nel s.d.q.) con frasi nemmeno tanto celate indirizzate al Presidente Mattarella, quasi a monito delle Sue prossime scelte, colui che appare come fosse un vecchio Zombie, burattinaio di vecchio stampo, non esita ad elogiare i movimenti che sono stati oggetto di scelta degli elettori, definendo spartiacque il risultato elettorale, e non “ovvia risultanza delle stronzate perpetrate alle spalle degli stessi”.
Spartiacque de che? A me pare che non cambi nulla. Se cambia qualcosa, di sicuro non è comunque in meglio.
Forse, il venerando, nella sua presumibile decadenza senile, non ricorda che dello sfacelo totale della politica della seconda Repubblica, LUI è stato il Protagonista Principale, proprio come lo fu nello sfacelo del PCI, in quanto leader della corrente migliorista-paracraxiana che gettò le basi per la divisione dell’allora Partito Comunista.
Un vizietto ridondante, il Suo, anzi, si potrebbe quasi dire che un’ossessione anima il Presidente emerito nell’osservanza del diktat delle élite finanziarie globaliste e che costa agli italiani, in termini di porcherie perpetrate dal centrodestra camuffato da centrosinistra ai danni dei lavoratori, della scuola, della sanità e perfino della sopportazione umana.
Mi piacerebbe poter dire che il suo agire è frutto di un’incipiente demenza senile, ma credo invece che queste siano scelte pensate e volute pervicacemente per garantire gli interessi dell’Europa dei finanzieri e dei banchieri.
Ovviamente il tutto a suon di emolumenti che lui non smette di incassare come un organismo che insiste a parassitare lo Stato e la democrazia italiana.
Che dire, resiste, ma prima o poi mollerà il timone così che potremo augurargli finalmente di godersi la pensione e magari noi potremo smettere di patire le secche in cui ci ha portato.
Ma credo anche che non sarà a breve e volendo pensare ad un coup de théâtre, immagino il giorno del suo funerale, quando nella camera ardente lascerà tutti di stucco, alzandosi dalla bara, ed annunciando: “È con viva e vibrante soddisfazione, che vi comunico i miei ultimi dettami, per garantire un prosieguo dignitoso della vita politica e sociale del Paese che tutti amiamo…”
Caro re Giorgio, a ben riflettere su quanto ci sta imponendo da anni con la Sua vibrante soddisfazione, oggi Gaber canterebbe: che cos’è il centrodestra, che cos’è il centrosinistra?
E, come sempre, starà ai posteri l’ardua sentenza.
fonte http://www.movimentoesseresinistra.it/blog-movimento/argomenti/2018/03/26/re-giorgio-ai-confini-della-realta/

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