Translate

martedì 5 aprile 2016

Ue: vuole far togliere la data di scadenza dell'olio oliva per favorire le multinazionali estere



Togliere la data di scadenza dell'olio di oliva per favorire lo smaltimento delle vecchie scorte a danno dei consumatori è l'ultima - pessima - novità in arrivo dall'Unione europea che mette a rischio la qualità, dopo l'invasione delle produzioni straniere.
E' quanto denuncia la Coldiretti con migliaia di agricoltori, che con i trattori sono scesi in strada a Bari per difendere l'agricoltura italiana, sulla base di quanto previsto daldisegno di legge europea 2015, diretto a modificare l'articolo 7 della legge 9 del 2013nella parte in cui prevede un termine minimo di conservazione non superiore ai diciotto mesi per l'olio di oliva.

Di fatto si tratta di una norma che favorisce lo smaltimento di olio vecchio e - spiega la Coldiretti - fa invece venir meno una importante misura di salvaguardia per il consumatore, poiché numerosi studi hanno dimostrato che con il tempo l'olio di oliva modifica le proprie caratteristiche.

Con l'invecchiamento - precisa la Coldiretti - l'olio comincia a perdere progressivamente tutte quelle qualità organolettiche che lo caratterizzano (polifenoli, antiossidanti, vitamine) e che sono alla base delle proprietà che lo rendono un alimento prezioso per la salute in quanto rallentano i processi degenerativi dell'organismo. Secondo la Coldiretti è necessario mantenere il termine minimo di conservazione, prevedendo una possibilità di deroga solo qualora il produttore adotti ulteriori accorgimenti per la conservazione organolettica del prodotto, da riportare in etichetta. Sarebbe importante introdurre l'obbligo dell'indicazione in etichetta dell'annata della raccolta. 

Ma il disegno di legge europea 2015 rischia di modificare in peggio l'etichettatura degli oli di oliva, abrogando le norme che prevedono che 'l'indicazione dell'origine delle miscele di oli di oliva deve essere stampata con diversa e più evidente rilevanza cromatica rispetto allo sfondo, alle altre indicazioni e alla denominazione di vendita', con l'effetto - denuncia la Coldiretti - di attenuare i livelli di tutela nella commercializzazione dell'olio di oliva.

"Un danno per i consumatori ed i produttori in un Paese come l'Italia che è il primo importatore mondiale di olio di oliva che vengono spesso mescolati con quelli nazionali per acquisire, con le immagini in etichetta e sotto la copertura di marchi storici, magari ceduti all'estero, una parvenza di italianità da sfruttare sui mercati nazionali ed esteri" 

afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel denunciare che il recente via libera finale all'accordo che comprende anche la quota aggiuntiva per l'importazione senza dazi nella Unione Europea di 35mila tonnellate in più l'anno di olio d'oliva tunisino è una scelta sbagliata che non aiuta i produttori tunisini, danneggia quelli italiani ed aumenta il rischio delle frodi a danno dei consumatori.


GLI AGRICOLTORI PUGLIESI SONO SCESI IN PIAZZA A BARI CON I TRATTORI PER PROTESTARE A QUESTA ENNESIMA 
PORCATA DELL'EUROPA. 
GUARDA IL VIDEO QUI SOTTO.



A guadagnare - sostiene Moncalvo - sono solo le grandi multinazionali che hanno già avuto dall'Unione Europea un regalo da 110 milioni di euro grazie allo sconto di 1,24 euro a chilo che è stato concesso con il nuovo contingente agevolato di 35 milioni di chili dalla Tunisia va ad aggiungersi alle attuali 56.700 tonnellate a dazio zero già previste dall'accordo di associazione Ue-Tunisia, portando il totale degli arrivi 'agevolati' annuale oltre quota 90mila tonnellate, praticamente pari a tutto l'import in Italia dal Paese africano".

Di fronte al crescendo di inganni il consiglio di Coldiretti è quello di guardare con più attenzione le etichette ed acquistare extravergini a denominazione di origine Dop, quelli in cui è esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100 per 100 da olive italiane o di acquistare direttamente dai produttori nei frantoi o nei mercati di Campagna Amica. L'olio di oliva - conclude la Coldiretti - è un settore strategico del Made in Italy con circa 250 milioni di piante su 1,2 milioni di ettari coltivati, con un fatturato del settore stimato in 2 miliardi di euro e con un impiego di manodopera per 50 milioni di giornate.
fonte http://mondos-porco.blogspot.it/2016/03/ue-vuole-far-togliere-la-data-di.html#more

Solo lo stato dovrebbe stampare la moneta



Fondamentalmente, solo il Governo di una Nazione dovrebbe creare moneta.

Questa dovrebbe essere creata con il sigillo di un Governo Nazionale e immessa in circolazione in primo luogo per pagare le spese dello Stato. 

Man mano che aumenta la capacità di un popolo di produrre beni  necessari e superflui o, in altri termini, man mano che il popolo apprende a servirsi di strumenti e macchinari anziché del lavoro manuale, aumenta la capacità di produzione nel settore agricolo, minerario, edilizio, tessile, ect. Con l’aumento della produzione, è necessaria una maggiore quantità di moneta affinché possa avvenire la distribuzione di beni al popolo che costituisce una Nazione.

Se il sistema monetario di una Nazione fosse nelle mani di uomini coscienziosi, essi dovrebbero osservare attentamente  la crescita della produzione reale e, man mano che questa aumenta, dovrebbero accrescere la disponibilità di moneta e immetterla in circolazione per finanziare alcune attività dello Stato. 

Quando la moneta viene emessa  per pagare la costruzione degli indispensabili edifici statali o per pagare i  costi ragionevoli e legittimi inerenti ai veri compiti del Governo  - la protezione delle persone e della proprietà  di soggetti privati – non è necessario che le spese dello Stato siano interamente coperte dalla tassazione.

Ma l’emissione di moneta aggiuntiva può verificarsi solo se aumenta la produzione reale. In caso contrario, diminuirebbe il potere di acquisto di tutta la moneta in circolazione.

Se la moneta fosse posta in circolazione senza alcuna relazione con i beni reali effettivamente prodotti, ciò provocherebbe un rialzo dei prezzi e quindi il potere di acquisto della moneta diminuirebbe.

L’obiettivo di un sistema monetario che agisca in modo onesto è di evitare che questo avvenga.

L’obiettivo è di mantenere il flusso di moneta a livelli adeguati, tali da rendere possibile la distribuzione fra tutti i produttori della Nazione. Questo tipo di sistema monetario è al contempo onesto e scientifico.

Prima che fosse concesso ai privati il potere di creare moneta, il privato cittadino che avesse creato moneta e fatto apporre su di essa il sigillo del Governo si sarebbe reso colpevole di falsificazione. 

La sua azione sarebbe equivalsa a un furto ai danni di tutta la popolazione, poiché falsificando del denaro e immettendolo in circolazione, egli non otteneva potere d’acquisto per sé stesso, ma diminuiva il potere d’acquisto di tutti gli altri possessori di denaro della Nazione. In altre parole, avrebbe aumentato il flusso di moneta senza alcun rapporto con i beni reali esistenti all’interno di una Nazione. 

L’aumento del volume monetario da lui prodotto avrebbe provocato l’aumento dei prezzi per il resto della popolazione e ciò, ovviamente, significava che il denaro in possesso di tutte le altre persone avrebbe perso potere d’acquisto. Una volta scoperto, il falsario sarebbe stato punito severamente dal Governo Nazionale, essendo la falsificazione di denaro reato gravissimo. 

Esso equivale a un furto ai danni di ogni persona munita di potere d’acquisto (denaro). Ogni aumento o diminuzione del flusso monetario dovrebbe infatti essere prerogativa del popolo che agisce tramite il Parlamento costituito dai suoi rappresentanti regolarmente eletti, e dovrebbe ripercuotersi in pari misura su tutti i produttori di ricchezza.

fonte http://mondos-porco.blogspot.it/2016/01/solo-lo-stato-dovrebbe-stampare-la_68.html#more

Matteopoldo e Panama (ganascerei il matteoplano, non si sa mai).


Matteopoldo e Panama (ganascerei il matteoplano, non si sa mai).
Due società con sede a Panama, la Torrado Holdings e la Tressel Overseas hanno quote di capitale della Egnazia Shopping Mall, società nata per la realizzazione dell'outlet di Fasano, in provincia di Brindisi, di cui l'amministratore unico è ancora oggi Lorenzo Rosi e per cui ha svolto un ruolo da consulente lo stesso papà del premier, Tiziano Renzi. Le due società sono anche fra i fondatori della Corso Italia, nata per l'acquisto del teatro comunale di Firenze, acquistato ad aprile 2015 per 23 milioni di euro, meno della metà della cifra di valutazione fornita dal Comune di Firenze governato dall'allora sindaco Matteo Renzi".
"Le società con sede a Panama fanno riferimento ad alcuni studi, fra i quali Mossack Fonseca, da cui sono trapelate le notizie sui potenti del mondo, ma anche ad altri come Arifa, la cui sede sembra coincidere con quella di Torrado Holdings e Tressel Overseas, le due società sono state anche recentemente rappresentate all'assemblea della Egnazia, da Luigi Dagostino, regista dell'operazione outlet nella quale sono coinvolti, fra gli altri, oltre a Tiziano Renzi, anche i suoi soci Ilaria Niccolai e Iacopo Focardi, l'ultimo presidente di Banca Etruria Lorenzo Rosi e l'amico e finanziatore di Matteo Renzi Andrea Bacci. Fra i soci della Egnazia c'è anche la Mora Real Estate, società fondata dai fratelli Moretti, creatori del marchio Lebole di Arezzo, e il cui unico socio è oggi la Real Estates Sales and Lettings con sede nel Regno Unito. Tutto senza dimenticare che società con sede nei paradisi fiscali (da Cipro al Regno Unito) figurano in quasi tutte le società che si occupano della realizzazione degli outlet da Reggello a Sanremo, passando per Fasano. Vogliamo sapere chi c'è dietro a queste società e chi porta i soldi nei paradisi fiscali ed è gravissimo che lo stesso giro intorno al premier sia collegato ai paradisi fiscali".
Fonte: Giovanni Donzelli, Capo gruppo FdI in Regione Toscana
tramite Stefano Davidson

Il procuratore generale presso la Corte Costituzionale “Delegittimare un potere dello Stato con parole offensive e denigratorie fa molto male alla nostra democrazia” di Stefano Davidson



Il procuratore generale presso la Corte Costituzionale “Delegittimare un potere dello Stato con parole offensive e denigratorie fa molto male alla nostra democrazia”
Credo che sarebbero quantomeno dovuti accertamenti al fine di verificare l'eventuale sussistenza del reato di vilipendio all’ordine giudiziario nelle ultime dichiarazioni del matteopoldo a proposito dei PM di Potenza. Tale reato è previsto dall’art. 290 del codice penale che punisce il fatto di chiunque ”pubblicamente vilipende la Repubblica, le Assemblee legislative o una di queste ovvero il Governo o la Corte Costituzionale o l’ordine giudiziario”.
Il vilipendio si ha ogni qualvolta taluno rivolga pubblicamente, all’indirizzo delle istituzioni menzionate nella norma, espressioni gravemente offensive che la additino al dileggio e al ludibrio, non essendo sufficiente l’impiego di espressioni che, sia pure aspre e polemiche, non siano tali da assurgere a manifestazioni di disprezzo. In altri termini vilipendere (ossia mostrare di tenere vile) equivale ad esprimere disprezzo o dileggio grossolanamente offensivo, per una persona o una cosa.
L’espressione ordine giudiziario, cui fa riferimento l’art. 290 del codice penale, sta ad indicare il potere giudiziario nel suo complesso con esclusione delle giurisdizioni speciali. La giurisprudenza ha ritenuto tutelata dalla norma anche la Corte Costituzionale. È stato osservato che, in tal modo, si fornisce al giudice una norma adattabile alle varie situazioni, il che renderebbe assolutamente incerto il confine tra il lecito e l’illecito.
Colui che usi espressioni tali da manifestare disprezzo nei confronti degli organi Costituzionali menzionati nella norma, non potrebbe invocare a sua discolpa l’esercizio del diritto di critica dato che tale diritto non può essere esercitato con la lesione del prestigio delle istituzioni costituzionali dello Stato. La critica è pienamente ammissibile, anche se espressa in termini di forte biasimo a condizione che non assuma il carattere del dileggio e della contumelia e colui che la manifesta non dimostri di non tenere in alcun conto l’autorità dello Stato.
Si è sostenuto, da parte di qualche studioso, che il reato di vilipendio non sarebbe compatibile con l’attuale ordinamento democratico e pluralista e di conseguenza le relative norme sarebbero viziate da incostituzionalità. La Corte Costituzionale, peraltro, ha affermato con più pronunce la costituzionalità delle stesse sulla base della considerazione che “la tutela della libertà di pensiero trova un limite nella necessità di difendere valori di rilevanza costituzionale prevalente”, tra cui va annoverato il prestigio delle Istituzioni al fine di salvaguardare l’efficacia dello svolgimento dei propri compiti.
Fatte queste premesse, a me pare che le frasi usate dal matteopoldo: "Le loro inchieste mai arrivate a sentenza" e "Ci sono indagini della magistratura a Potenza con la cadenza delle Olimpiadi " sia palesemente una manifestazione di dileggio, di disprezzo e di delegittimazione agli occhi dei cittadini nei confronti del potere giudiziario per cui, a mio modesto avviso, ricorrerebbero tutti i presupposti del reato previsto e punito dall’articolo 290 del codice penale.
C'è qualche Procura che amerebbe difendere il lavoro delle Procure dall'attacco dell'abusivo?
Stefano Davidson


domenica 3 aprile 2016

Come sopravvivere sul campo di battaglia della guerra di informazione



Fonti delle notizie
C’è indubbiamente una guerra mediatica in corso. Ci sono mentitori convinti, gente che stupidamente ripete le stesse bugie, analisti scadenti ed opinioni promosse al rango di analisi. Per poter distinguere sempre una maggior quantità di informazione dalla disinformazione, si possono usare alcuni sistemi molto semplici.
Ma, prima di tutto, bisogna che le persone si dedichino personalmente ad inseguire la verità, non importa dove, avendo il coraggio di accettare una realtà che potrebbe non necessariamente coincidere con la loro attuale percezione delle cose. L’incapacità di comportarsi in questo modo mette in dubbio la validità di tutte le altre metodiche per determinare la veridicità di ogni tipo di resoconto od analisi.
Trovare la fonte originale
Questo è fondamentale. Quando qualcuno, in un qualsiasi posto, fa un’affermazione, che sia in un documentario storico, in un libro o che riguardi fatti attuali, bisogna trovare la fonte originale. Da dove arriva questa informazione? E’ una citazione diretta? Se è così, può essere verificata questa citazione? Se la citazione è “presunta” o “trapelata”, o comunque un’informazione di seconda mano o senza che ne sia stata rivelata la fonte, è impossibile verificarla è perciò è impossibile considerarla sicura.
Molto spesso le conversazioni riportate per interposta persona servono come base per la propaganda. E’ praticamente l’atto di mettere certe parole sulla bocca di gente che non ha mai detto niente del genere. I media che usano spesso citazioni impossibili da verificare, molto probabilmente fanno della disinformazione.
Se la citazione è confermata, la cosa, da sola, non significa che quanto detto sia necessariamente “vero”. Significa semplicemente che qualcuno ha fatto una certa dichiarazione, la veridicità della quale deve essere determinata con altre metodiche. Arrivare alla fonte di una dichiarazione alle volte manda in pezzi miti di vecchia data. Questo è particolarmente vero per quanto riguarda gli avvenimenti storici.
Seguire i soldi
Tutte le forme di protesta, i movimenti politici e i combattimenti armati hanno bisogno di ingenti risorse per iniziare, continuare e, sopratutto, avere successo. Hanno anche bisogno di leadership. Se ci si ritrova a leggere resoconti dove non vengono riportate le fonti di finanziamento o i nomi dei leaders, i casi sono due: o questi rapporti non sono in possesso di queste informazioni, e allora dovrebbero dire che queste notizie sono mancanti e che reperirle è essenziale, oppure sono in atto depistaggio e disinformazione.
L’omissione di questi fattori è stata intenzionalmente attuata da tutti i media occidentali per nascondere il coinvolgimento dell’Occidente sopratutto nelle “manifestazioni di protesta” politiche e nelle “ribellioni armate”, che devono apparire spontanee e locali, ma che sono di fatto dei complotti ben studiati e finanziati dall’estero. La cosiddetta “Primavera araba” è forse l’esempio più noto, dove i media occidentali, non sono riusciti, volutamente e ripetutamente, ad identificare i finanziatori e le persone coinvolte nelle proteste di piazza e nei successivi attacchi armati contro le forze di sicurezza in tutto il Medio Oriente e Nord Africa.
Se la gente avesse fatto le pulci a questi resoconti e avesse seguito i soldi, avrebbe trovato un miscuglio di dollari del Dipartimento di Stato Americano e di (fanatismo della) Fratellanza Mussulmana, sostenuta dagli anglo-americani, dietro ogni “sollevazione” in Medio Oriente, con Al-Qaeda che andava a costituire quei gruppi responsabili della disintegrazione della Libia e che attualmente cercano di rovesciare il governo Siriano.
Guardare ciò che la gente fa, non ciò che dice
Ci sono articoli giornalistici, dichiarazioni ufficiali, pezzi di opinionisti, analisi e documenti politici di tutti i tipi. Molte volte, queste diverse fonti si contraddicono a vicenda. Come si fa a capire quale di queste è vera e quale è invece disinformazione? E’ abbastanza semplice: non ascoltate semplicemente quello che dicono i giornalisti, gli analisti e i politici: guardate quello che loro e quelli su cui hanno influenza, fanno.
Gli Stati Uniti affermano di combattere il cosiddetto “Stato Islamico” (ISIS) in Siria. Però, se “seguiamo i soldi” e ci rendiamo conto che è impossibile per l’ISIS mantenere in modo autonomo le proprie capacità belliche in Siria o in Iraq, e che per continuare le sue operazioni ha bisogno di enormi risorse dall’estero, capiamo anche che tutto questo materiale deve sicuramente passare attraverso il territorio controllato di fatto dagli Stati Uniti e dai loro alleati.
Il fatto che gli Stati Uniti non interrompano questi rifornimenti assolutamente vitali, che comprendono truppe di rinforzo armi e denaro, è la prova che le affermazioni dei media e delle dichiarazioni ufficiali governative riguardo gli Stati Uniti che “combattono l’ISIS”, sono false.
Al contrario, in un articolo sul New Yorker del 2007, intitolato “Il reindirizzamento“, il giornalista emerito Seymour Hersh aveva dichiarato esplicitamente, citando fonti ufficiali americane e saudite, che l’Occidente e i suoi alleati nella regione avevano pianificato di utilizzare estremisti settari affiliati ad Al-Qaeda per scatenare una guerra per procura contro Siria ed Iran. E questo è esattamente ciò che sta accadendo ora in tutto il Medio Oriente e l’Africa del Nord. Nell’analisi di Hersh si può risalire fino alle fonti, seguendo il flusso del denaro, dal momento che solo una sponsorizzazione che coinvolga interi stati può spiegare le capacità belliche di Al-Qaeda e ISIS in Siria, Iraq e oltre, e tutto questo guardando semplicemente ciò che ora sta accadendo nella regione.
Niente di tutto quello che dicono i media corporativi o le dichiarazioni ufficiali governative può essere verificato in modo similare e, sicuramente, niente di quanto attualmente affermato dall’Occidente combacia con quello che succede di fatto sul terreno.
Consideriamo infine le dichiarazioni politiche rilasciate dai pensatoi finanziati dalla grande industria, come la Brookings Institution. Queste pubblicazioni hanno ripetutamente tratteggiato progetti per armare estremisti, invadere ed occupare sempre maggiori porzioni di Siria ed alla fine abbattere il governo siriano. Anche questo è ciò che precisamente vediamo accadere sul territorio, anche se i media e i rappresentanti ufficiali dell’Occidente affermano che non si tratta di una premeditata cospirazione occidentale, ma piuttosto di una serie di coincidenze e avvenimenti sfortunati.
Considerazioni finali
E’ difficile arrivare alla verità, non solo perchè la gente cerca intenzionalmente di raggirare il prossimo, ma perché spesso molti si raggirano da soli, senza volerlo. La realtà può essere spiacevole. Guardare una nazione che viene distrutta può spezzare il cuore e il desiderio di isolarsi dal dolore attraverso una qualche forma di dissonanza cognitiva può essere irresistibile. Comunque, una delle massime più importanti dell’esistenza umana è “conosci veramente tè stesso e conosci il tuo nemico”. In verità, questo non è solo per essere virtuosi oppure no, è il fattore che fa la differenza fra la vittoria e la sconfitta.
Se la vittoria sulle forze dell’egoismo e della tirannide è il nostro vero obbiettivo, allora dobbiamo guardare in faccia le cose, per quanto spiacevoli esse possano essere. Se non ci riuscissimo, questo potrebbe costarci tutto, e quelli che dell’egoismo e della tirannide fanno la loro ragione di vita lo sanno benissimo. Questo è il motivo per cui hanno investito così tante risorse per annebbiare la realtà e offuscare la verità. Noi dobbiamo investirne ancora di più per vedere attraverso questa realtà annebbiata e scoprire la verità, non importa quanto spiacevole essa possa essere.
*****
Articolo di Tony Cartalucci pubblicato da New Eastern Outlook il 29 Marzo 2016
Tradotto in Italiano da Mario per SakerItalia.it

Hillary e Google fomentarono la guerra fra sciiti e sunniti in Siria per favorire Israele

Hillary Clinton
di Alfredo Jalife-Rahme
Lo scrutinio delle 50 mila e-mail di Hillary Clinton, dirottate illegalmente dal suo server privato, confermano quanto sia stata settaria la sua politica estera, che pregiudica i superiori interessi geostrategici degli Stati Uniti, quando era stata segretaria  del Dipartimento di Stato come ostaggio degli interessi borsistici della vilipendiata banca di investimento Goldman Sachs e del sinistro megaspeculatore George Soros (presunto prestanome dei banchieri schiavisti Rothschild) con il fine di favorire Israele e di distruggere il mondo arabo e persiano.
Adesso 147 agenti dell’FBI analizzano le sue e-mail con 52 mila pagine divulgate dal Dipartimento di Stato, mediante le quali, la pugnace Hillary ha potuto mettere a rischio la “sicurezza nazionale” degli Stati Uniti e che le possono complicare il suo percorso verso la “nomination” per il Partito Democratico, che sembrava irresistibile e questo ha  rimesso in gioco, con una  sorprendente quanto vigorosa ripresa, il  “socialista” Bernie Sanders (un ammirevole ebreo azaro antisionista ed anti Wall Street).
Wikileaks ha filtrato  52 mila pagine di e-mail private di Hillary che dimostrano la sua stretta relazione con i banchieri nordatlantici Rothschild y Rockefeller.
In una e-mail perturbatrice, Hilary aveva benedetto l’invasione fatta dagli USA in Libia con il fine di impedire il lancio della moneta dinaro-oro, la nuova divisa libertaria progettata da Muammar Gheddafi, che avrebbe messo in difficoltà il dollaro statunitense e gli interessi francesi in Africa, senza contare il sacchggio delle riserve di acqua e del gas del paese nordafricano, oggi totalmente squartato  in conseguenza del “fallito” intervento militare della NATO.
Il Dipartimento di Stato ha svelato anche, dal server privato di Hillary,  una comunicazione in cui lei  desidera il rovesciamento del presidente siriano Bashar al-Assad per beneficiare Israele, dove la ex cancelliera commette il grave errore di prospettiva di affermare che la Russia non sarebbe intervenuta, cosa che si è dimostrata del tutto erronea, quando la zar Vladimir Putin, adesso,  alla fine dei fatti di oggi, si sta dimostrando il grande trionfatore in Siria, cosa che ha obbligato il segretario di Stato John Kerry, nel lasso di un anno, a fare tre viaggi in Russia- una umiliazione simile a quella di Canossa dell’imperatore Enrico IV davanti al Papa Gregorio VI nel 1077- a trattare i contenziosi dell’Ucraina e della Siria che posizionano, che lo si voglia o no, la status di grande potenza di Mosca.
Hillary asserisce che “il miglior modo di agevolare  Israele affinchè  possa affrontare la crescente capacità nucleare dell’Iran è quello di aiutare il popolo della Siria a rovesciare il regime di Assad, visto che la relazione strategica tra l’Iran e il regime di Bashar Al- Assad costituisce una minaccia alla sicurezza di Israele”. Vedi:Hillary Clinton E-mail archive
Dalla creazione dello stato razzista/apartheid di Israele nel 1948, grazie all’appoggio di tutti i banchieri Rotschild, tutto quello che non si assoggetta ai suoi interessi misantropi e settari viene indicato in modo strumentale come una “minaccia alla sua sicurezza”.
Hilary, la donna dal “grilletto facile”, minacciò di assassinare Bashar al-Assad e la sua famiglia come fece con Gheddafi: “con la sua vita e quella della sua famiglia a rischio, soltanto la minaccia dell’uso della forza cambierà la mente del dittatore siriano BAshar Assad “. Si ricorda che Gheddafi fu sodomizzato (letteralmente) con l’atroce benedizione di Hillary.
Per Hillary “rovesciare Assad non soltanto sarebbe una benedizione di massa per la sicurezza di Israele, ma faciliterebbe la paura comprensibile di Israele di perdere il suo monopolio nucleare”.
“Di quale privilegio celestiale gode Israele per essere l’unico paese che dispone armi nucleari in tutto il Medio Oriente, a detrimento di tutti gli altri paesi sottomessi al suo ricatto atomico?
Secondo Hillary, “quando Assad se ne sia andato, l’Iran già non sarà più in grado di minacciare Israele mediante i suoi alleati, è possibile che gli USA ed Israele possano concordare delle linee rosse quando il programma dell’Iran abbia attraversato un livello inaccettabile”.
Mentre Obama si lava le mani del grave errore degli Stai Uniti in Libia – che gira alla Gran Bretagna ed alla Francia- . per Hillary “l’operazione Libia non ha avuto conseguenze durature per la regione”. E come!
Oggi la Libia, in piena fase di balcanizzazione, ha acceso il fuoco della destabilizzazione migratoria al sud di Europa e opera già come il nuovo centro nordafricano degli jihadisti che iniziano ad abbandonare il teatro di battaglia in Siria ed in Iraq dopo aver compiuto la loro  missione.
La geniale idea di Hillary era quella che “Washington dovrebbe iniziare ad esprimere la sua volontà per lavorare con i suoi alleati regionali come Turchia, Arabia Saudita e Qatar per organizzare, addestrare ed armare le forze ribelli siriane” quando ” i funzionari russi hanno già ammesso che non ostacoleranno un intervento”. Pensate che modo di sbagliarsi!”
Rudy Giuliani, già sindaco di New York, ha fustigato la Clinton affermando che “Hillary potrebbe essere considerata membro fondatore degli jihadisti visto che era lei il Segretario di Stato dunrante il ritiro dall’Iraq  dell’Amministrazione Obama”.
Lasciamo da parte il collegamento dei conti  Twitter degli jihadisti dell’ISIS con il governo della Gran Bretagna per riferire come Google, che fa parte del GAFA (Google, Apple, Facebook, Amazon) all’unisono di Hillary, cercava di rovesciare Assad appoggiando i ribelli siriani, in accordo con le comunicazioni presentate da Wikileaks, dove l’israeliano statunitense Jared Cohen (oggi direttore di Google ed in precedenza alla Segreteria di Stato USA) avvisa i funzionari di Hillary che ” la sua equipe pianifica di lanciare un applicazione (…) che individuerà e mapperà in modo pubblico le diserzioni in Siria da quali parti siano di provenienza del governo”, in associazione con la televisione qatariota Al Jazeera, che sarà la proprietaria dell’applicazione con cui ritrasmetteremo in Siria”, cosa che riteniamo possa avere un impatto importante”. Vedi: Unclassified US. Department of State
La sinergia golpista tra le televisioni e gli apparentemente innoqui motori di ricerca.
Julian Assange, fondatore di Wikileaks, nel suo librio “Quando Google incontro Wikeleaks”, aveva segnalato l’israelita-statunitense Jared Cohen come “il direttore di Google per il cambio di regime”.
In altra comunicazione i servizi di intelligenze della GB, Fancia e di Israele, osservano “un lato positivo della guerra civile in Siria”, già che la caduta di Assad potrebbe scatenare molto bene una guerra settaria tra gli sciiti e la maggioraza del sunniti nella regione, intrappolando l’Iran, cosa che, nell’ottica dei comandanti israeliani, non sarebbe un effetto negativo  per Israele ed i suoi alleati occidentali”, anzi una questione  che potrebbe giocare un fattore decisivo nella eventuale caduta del governo dell’Iran”.
Il grave difetto degli allucinanti schemi bancari israeliti-anglosassoni di Walla Street/la City e le loro marionette politiche negli Stati Uniti e nella  la G.B, è che Israele, incapsulato nella sua attitudine razzista, potrebbe spaventare con la sua armatura clandestina di 400 bombe nucleari, ma difficilmente potrebbe essere accettato se non si universalizza e di civilizza.
Fonte: Alfredo Jalife Rahme
Traduzione: Manuel De Silva
http://www.controinformazione.info/hillary-e-google-fomentarono-la-guerra-fra-sciiti-e-sunniti-in-siria-per-favorire-israele/#

I promotori della LGBT in Europa, finanziati da Soros e dalla NATO

Volker Beck (al centro) con esponenti lobby gay
di  Marek Glinka
Il 1° di Marzo, il deputato del partito verde tedesco, Volker Beck, è stato arrestato dalla polizia tedesca. Si è saputo che Beck aveva aasunto alcune dosi di metanfetamina, conosciuta anche come meta di cristallo. L’incidente ha avuto luogo a Schöneberg, in un locale per omosessuali sito nella capitale tedesca. Beck era stato arrestato nelle vicinanze dell’appartamento dove dimorava il trafficante, che si trovava sotto osservazione.
E’ importante segnalare che la meta di cristallo è un tipo di droga abituale con cui gli omosessuali tedeschi pagano i prostituti al loro servizio.
Secondo le informazioni ufficiali, Beck sta cooperando con la polizia, ed ha mantenuto il suo status di deputato ma ha perso i suoi principali incarichi politici, incluso quello di portavoce delle questioni interne e della religione. Beck è stato anche rimosso dal suo posto come presidente del gruppo parlamentare tedesco-israeliano.
Volker Beck sostiene che lui “ha sempre rappresentato una politica per la liberalizzazione delle droghe“.

Tuttavia, il deputato del partito verde, non soltanto era un sostenitore del matrimonio per le coppie gay (nella decade degli anni ’80 difese gli interessi degli omosessuali e si proclamava apertamente un sodomita)ma era anche a favore di una tolleranza nei confronti delle droghe sintetiche.
Nel 2013, Beck si trovò al centro di uno scandalo quando sostenne apertamente la necessità di abolire il reato di pedofilia per liberalizzare i rapporti sessuali con minori. In quel periodo pubblicò un libro da titolo “Il complesso pedosessuale”, che puntava al superamento dei valori della famiglia tradizionale.
Beck era stato eletto nel Bundestang per un periodo continuativo di circa 20 anni (dal 1994), e dal 2002 al 2013 era stato il leader riconosciuto del Partito dei Verdi in Germania.
Tuttavia l’attività politica svolta da Beck non si era limitata  alla sola Germania ed alla diffusione del Sionismo
A Mosca, Beck prese parte all’organizzazione di una sfilata gay non permessa dalle autorità, dove si verificarono disordini e lui stesso rimase ferito.
Beck considera la Russia come uno Stato che deve essere contrastato con tutti i mezzi possibili. Come esponente omosessuale tedesco ha sempre manifestato  il suo odio ed avversione verso i politici e gli attivisti russi che rappresentano le idee conservatrici; uno di questi è stato il filosofo russo Alexandr Dugin. Beck ha animato una campagna contro di lui in Germania, per cui ha richiesto di proibire l’ingresso in Germania di Dugin ed ha organizzato proteste contro le possibili visite di Dugin in Germania, dove questi era invitato a partecipare ad alcune conferenze.

Russian police detain one of the organizers of a gay parade German politician Volker Beck (2nd-L) (Green Party)
Russian police detain one of the organizers of a gay parade German politician Volker Beck (2nd-L) (Green Party)

Beck non è l’unico che manifesta questi punti di vista; in Europa esiste una rete di agenti omosessuali e pedofili che organizzano campagne russofobiche e che fanno lobby per le pratiche di totale liberalizzazione dei costumi. Questi spesso concentrano le loro attività organizzando attacchi contro partiti politici  e gruppi tradizionalisti.
Questa aggregazione di attivisti pro gay (che è una vera e prorpia lobby) , non tollera i movimenti europei e le forze politiche che difendono i valori cristiani e tradizionali. Normalmente gli omosessuali liberisti li definiscono “fascisti e neo nazisti”, ma in realtà sono incapaci di dimostrare che quei movimenti abbiano commesso alcun crimine; di frequente sono loro, i militanti della lobby gay, che violano la legge.
Un altro attivo esponente liberista russofobo è un tal Andreas Umland, il quale fu sospettato di pedofilia tanto in Germania comne in Ucraina.  In quel periodo, Umlad era un ricercatore per l’Istituto per l’Europa Centrale ed Occidentale, ed un professore incaricato  nell’Università Shevchenko di Kiev e nell’ Academia Mohyla, anche questa a Kiev.  Dal momento che Umland dispone di protezioni e sponsor in Ucraina (anche nel governo di Viktor Yushchenko di cui è stato consigliere), questo personaggio, catalogato come uno pseudo scienziato tedesco, dice di sentirsi “libero” in Ucraina.
Tuttavia, dopo lo scandalo pedofilo avvenuto nel campo di bambini di Artek, il suo nome e le sue “imprese” sono apparse su diversi media, tanto che è stato costretto ad abbandonare precipitosamente l’Ucraina.
Andreas Umland ha preso anche lui attivamente parte alla diffamazione dei movimenti tradizionalisti russi.
Le altre parti di questo mosaico sono Christo Grozev e Anton Shekhovtsov. Il primo è un giornalista bulgaro, il quale ha iniziato a lavorare con gli americani nel 1995. Con l’aiuto di Metromedia Internacional, ha creato una rete di stazioni radio private, che erano utilizzate per diffondere propaganda liberista. Nel suo Blog, Grozev, appoggiava attivamente i nazionalisti e mercenari ucraini che stavano uccidendo i civili in Novorussia.
Da parte sua, Anton Shekhovtsov, nacque a Sebastopoli, ma la dovette abbandonare quando la Crimea si è riunificata con la Russia. Secondo le autorità di polizia e di indagini di Sebastopoli, questo personaggio avevacommesso crimini catalogati come “perversioni sessuali“. Nella decade del 1990, Shekhovtsov aveva fondato la rivista Alter Ego, che promuoveva la musica estrema, il suicidio, la perversione sessuale, la dedizione alle droghe ed altri elementi della cultura artificale liberista. Lo stesso nome della rivista richiama interessi anormali nel lato oscuro della vita.
Naturalmente Shekhovtsov ha espresso il suo risentimento ed ha accusato il governo della Crimea di “violazione dei diritti umani”, scrivendo costantemente circa questo argomento sul suo blog.

Volker Beck esponente verde e della loby gay
Volker Beck esponente verde e della loby gay

Tuttavia bisogna considerare che Shekhovtsov è divenuto membro dell’Istituto per la Cooperazione Euro- Atlantica, che fu creato da uno dei fiduciari del potere di Euromaidan, , Oleh Rybachuk, che era il segretario di Stato sotto Yushchenko ( un tentativo di copiare il modello statunitense di amministarzione politica).
Simultaneamente, Shekhovtsov ha ricevuto i finanziamenti da parte del miliardario George Soros. Come lo stesso Umland (con cui si incontravano in Ucraina), egli lavora per “analizzare” i movimenti politici di destra in Europa.
Questo gruppo di quattro persone, da vari anni, è stato al centro delle attenzioni dei tentativi di produrre idee per creare movimenti di opposizione contro la Russia. Visto che  le loro  proposte teoriche sembravano dubbiose in Europa, questi personaggi sono riusciti a collegarsi tra le Fondazioni Occidentali liberiste (Shekhovtsov aveva collaborato attivamente con il centro SOVA per Informazione e Analisi).
Assieme con l’Istituto Open Society (di Soros) , questi esponenti della lobby gay liberista, sono beneficiari dell’aiuto finanziario della NATO. Come Bruxelles si trova ossessionata nella dissuasione contro la Russia, queste quattro persone sono state prescelte per condurre la guerra mediatica contro Mosca. Questo perchè i generali della NATIO vedono una influenza di Mosca nella reazione naturale della società europea verso il flusso dei migranti, il risultato dei loro processi mentali mentali sono molto prevedibili.
L’Europa può adesso verificare chi sono i personaggi creatori del mito del “fascismo europeo” e del “totalitarismo russo” , alla fine questi si rivelano un piccolo gruppo di pervertiti.
Fonte: Katehon
Traduzione: Luciano Lago
http://www.controinformazione.info/i-promotori-della-lgbt-in-europa-finanziati-da-soros-e-dalla-nato/